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Passeggero sta male sul bus di Atvo, si rannicchia tra i sedili e viene aiutato dal tempestivo intervento del conducente.
E’ accaduto ieri sera, domenica 7 aprile 2024, a bordo di un autobus dell’Atvo che percorreva la linea Cortina-Venezia.
La corsa è partita da Cortina alle 15.30 e nella località Tai è salito un passeggero che poi si saprà essere un turista cinquantenne di origine Sudamericana, che doveva arrivare a Venezia.
Dopo alcune ore, verso le ore 18, superata la tappa all’aeroporto Marco Polo di Tessera (Venezia), il bus prosegue all’altezza di via Righi, bivio Parco San Giuliano, ma ad un certo punto il conducente di Atvo ha avvertito degli strani lamenti provenire dalla parte posteriore del mezzo.
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Scopri come fare
Alla richiesta se ci fosse qualche problema, nessuno dei trenta passeggeri a bordo, alcuni dei quali stranieri, ha saputo dare una risposta. L’autista ha intuito qualcosa di anomalo, così ha fermato il mezzo e ha svolto un controllo tra i passeggeri, accorgendosi che c’era un signore rannicchiato tra due sedili, in evidente difficoltà. L’uomo non riusciva a parlare.
L’autista ha allertato subito il 118 e si è portato immediatamente alla stazione di Mestre dove, con il supporto di un collega, ha soccorso il malcapitato.
Grazie anche ai corsi di primo intervento, il personale Atvo ha aiuto il malcapitato, intuendo che il turista era stato colpito da un attacco di ipoglicemia. Gli operatori sono così corsi al bar, a prendere delle bustine di zucchero, che l’uomo ha assunto, iniziando di conseguenza a riprendersi.
Nel frattempo, sul posto è giunto il personale del Suem 118 che ha preso in carico lo straniero.
I passeggeri della linea Cortina-Venezia, nel frattempo, erano stati fatti salire in un altro mezzo, partito alla destinazione prefissata con un lieve ritardo, di una ventina di minuti.
“La sicurezza dei nostri passeggeri, oltre che del nostro personale, è in cima alle nostre e della Città Metropolitana Venezia, priorità – il commento del presidente di Atvo, Fabio Turchetto – per questo investiamo in corsi di primo intervento e in mezzi sicuri. Quanto avvenuto, che ha, di fatto, permesso di salvare una vita, è conseguente di questi corsi, oltre che della capacità del nostro personale di
intervenire con professionalità e sangue freddo. Grazie per quanto hanno fatto”.
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