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Una donna di 44 anni, residente a Salzano, è stata condannata dalla Corte dei conti del Veneto a restituire poco meno di 36mila euro al ministero dell’Istruzione, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi. Questo importo equivale agli stipendi da lei incassati indebitamente per due anni di insegnamento, tra settembre 2019 e giugno 2021.
La donna, G.I., aveva lavorato come insegnante di sostegno presso la scuola primaria dell’istituto comprensivo “Parolari” di Zelarino per due anni scolastici, senza possedere il titolo di studio necessario.
Per ottenere gli incarichi di supplenza, la G.I. aveva dichiarato di aver conseguito nel 2020 il diploma di maturità magistrale presso il liceo scientifico “Da Vinci” di Vallo della Lucania, il suo comune di nascita.
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L’inchiesta contro di lei è stata avviata dopo una segnalazione del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale nel novembre 2022, che ha comunicato l’avvio di un procedimento disciplinare per aver attestato falsamente il possesso del titolo di studio, sia per entrare nelle graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze, sia per l’assunzione presso la scuola “Parolari” di Zelarino.
La procura della Corte dei conti ha poi accertato che la donna non ha mai conseguito il diploma dichiarato, contrariamente a quanto da lei affermato.
La donna, che non si è mai presentata in tribunale, ora ha facoltà di presentare appello, se lo vorrà.
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