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Dovrà essere l’autopsia a chiarire se le cause della morte del piccolo di 8 anni, Mattia Coada, fossero inevitabili o se invece siano da ricercare responsabilità dei medici che l’hanno visitato al suo accesso all’ospedale. Per questo, tre medici del reparto di pediatria dell’ospedale Civile sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte del bambino di 8 anni residente al Lido scomparso la settimana scorsa. Un’atto “dovuto”, per permettere alle parti la nomina di consulenti in vista dell’autopsia che dovrà essere svolta sul corpo del piccolo per accertarne le cause del decesso.
L’autopsia è indispensabile per gettare luce sulle circostanze della morte di Mattia. La domanda cruciale è se il destino del bambino sia stato segnato da cause inevitabili o se ci siano responsabilità attribuibili ai medici che lo hanno visitato. Per garantire la correttezza del procedimento, la Procura procederà oggi alla nomina di consulenti per l’autopsia giudiziaria.
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Scopri come fare
La famiglia del piccolo Mattia, intanto, si è affidata agli avvocati Renato Alberini ed Andrea Franco, i quali hanno incaricato come consulenti i medici legali Antonello Cirnelli, Silvia Tambuscio e Andrea Gallasi. Nel caso emergessero responsabilità, l’accusa potrebbe orientarsi verso l’omicidio colposo da parte dei tre pediatri coinvolti.
L’Usl 3 Serenissima ha espresso la sua totale disponibilità a collaborare con le autorità giudiziarie per garantire una ricerca accurata della verità. La decisione della Procura di procedere con l’autopsia ha tuttavia bloccato l’iniziativa autonoma dell’Usl 3, che aveva avviato propri accertamenti dopo la scomparsa del bambino.
Anche i funerali di Mattia sono temporaneamente sospesi, in attesa dell’autorizzazione da parte della Procura al termine degli accertamenti.
Mattia Coada, otto anni, è deceduto dopo esser stato portato al PPI del Lido nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Da lì il trasferimento all’Ospedale Civile di Venezia. Vista la gravità della situazione si è deciso il trasferimento ad un centro pediatrico specializzato, ma non c’è stato il tempo materiale per esso: il cuore di Mattia si è fermato intorno alle 17 di giovedì, prima che fosse possibile il suo trasferimento in terapia intensiva pediatrica all’Ospedale di Verona.
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Non si può continuare ad avere il minimo del minimo dell’imprescindibile!!! Vergogna per chi si riempie la bocca di gestire una Sanità d’eccellenza inesistente o considerabile tale solo se paragonata al Terzo Mondo. Vergogna, vergogna, vergogna o forse… dobbiamo augurarci che capiti a voi e ai vss familiari più vicini perché tocchiate con mano il disastro in cui ci troviamo?!?! Ma voi non passate per qyesti Proonto Soccorso….
Possibile che facciatw finta di non sapere e vedere come ce la passiamo noi persone comuni?!?!?!?!?
Veneziana profondamente imbestialita.
Nel 1986 ho perso un figlio perchè al Civile non c’era un reparto di emergenza pediatrica, lo hanno trasportato dentro un’ incubatrice mobile in un’ altro ospedale, da allora niente è cambiato. Provo solo un grande dolore per il piccolo Angelo.