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Sulle note de Lo Schiaccianoci di Petr Cajkovskij e sulla magia di una favola natalizia, alla Scuola Giacomo Leopardi di Mestre, si è celebrato l’incanto di un immaginario rivelato, ispirato al valore del dono, all’attenzione che ognuno di noi può rivolgere e assimilare a sé, alla propria vita, nel gesto e nell’armonia de dono.
Grazie a una vera e propria Opera teatrale, musicale e corale, le bambine e i bambini della scuola hanno regalato ‘ai grandi’, rapiti e affascinati dal sogno che solo i piccoli sanno plasmare con innocente e lungimirante maestria, un viaggio di rigenerata umanità. Lo schiaccianoci con le fattezze di un soldatino che si trasformerà in un principe, i mondi incantati con il viaggio nel mondo dei dolci, i confini del sogno e occhi che sanno guardare dentro altri occhi.
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L’Opera, che fa parte del Progetto Musica ‘Il Natale’ nel mondo, è stata creata con fervente impegno collettivo e intelligenza educativa, nella ricerca convinta di quella umanità smarrita di cui il mondo ci parla e ci mostra, rendendoci spettatori involontari e vinti, ben sapendo quanto questi orrori ci riguardino. E quanto pesino e stravolgano le vite dei bambini, dei giovani che stanno crescendo.
Grazie a una motivata collaborazione tra le insegnanti, l’Accademia Musicale Giuseppe Verdi di Venezia, con la regista e autrice del libretto di scena, Anna Patané e la Maestra del Coro Nadia Kuprina, la Scuola ha rivelato il sogno dell’inanimato che anima, di un oggetto che si umanizza: tutto è forse una visione? O le creature incantate si sono trasferite nei cuori e nelle menti dei bambini? Ignorati i topi dei cattivi sogni, creature estasiate dalla meraviglia, creature con i loro nomi, chiamiamoli scolari, hanno arricchito la vita degli adulti con la rivelazione delle loro emozioni, del loro coraggio, del loro bisogno di vivere un’esperienza magica e fantasiosa spinti dall’esigenza di donare ai grandi la loro parte più innocente.
In sottofondo, forse, fra i rami dell’albero di Natale, potrebbe arrivare un sussurro che dice: aiutateci, fermate le guerre, superate le diffidenze, l’ignavia, ridateci la spensieratezza dell’infanzia fate come se steste ascoltando la musica di Cajkovskij, ad esempio, il Valzer dei fiori, e vi venisse voglia di abbracciarci e poi prenderci per mano a incontrare un mondo migliore.
Andreina Corso
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Iniziativa che ci fa sperare che dalla scuola parta una rinnovata ricerca di solidarietà e pace universale.
Congratulazioni a tutti coloro che hanno contribuito e partecipato all’evento.
Sì, “ridateci la spensieratezza dell’infanzia”.
Che bel sogno realizzabile.
Basta volerlo concretizzare, mettendoci -tutti – l’impegno necessario