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Omicidio di Venezia: si è tenuta l’udienza davanti al giudice per le udienze preliminari, Luca Marini, di Raffaele Marconi. L’accusato, come previsto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il veneziano è detenuto nelle carceri di Santa maria maggiore con l’accusa di omicidio volontario aggravato dall’uso dell’arma.
L’arma è un fucile a canne mozze calibro 12, che deteneva in casa senza permessi. E’ stata usata per sparare al 25enne tunisino Khalil Ben Malat, uccidendolo con un colpo solo.
Nell’udienza il trasportatore veneziano ha scelto di non parlare, così l’udienza si è conclusa con la convalida dell’arresto.
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IL VIDEO
L’omicidio di Venezia è stato ripreso (nelle sue fasi all’esterno) da un video che il giudice ha già acquisito per mezzo dei carabinieri. Nelle immagini si vedrebbe il 35enne veneziano fare precipitosamente ritorno a casa (dopo una lite con i due tunisini) ed uscire di nuovo dopo pochi secondi con un borsone che conteneva il fucile.
Le immagini poi lo inquadrano subito dopo aver sparato camminare tra la gente e fare ritorno a casa.
Il fucile lo aveva tirato fuori appena entrato nel bar Halal Food, in Salizada San Geremia, per sparare a Khalil Ben Malat. Il veneziano poi si sarebbe girato per rivolgersi al secondo tunisino che però era fuggito subito a gambe levate. Qui ci potrebbe essere stato un secondo colpo verso lo straniero in fuga, con il fucile che non spara perché si inceppa, ma di questo dato manca la conferma ufficiale.
E’ confermato, invece, che Marconi, uscito dal bar, getti l’arma in acqua.
Il mistero più profondo resta ancora invece attorno al movente dell’omicidio, ossia sui motivi che l’hanno generato. In città si continua a parlare di presunti apprezzamenti sulla moglie del veneziano sconfinati nelle offese-molestie, oppure di una lite per i cani dato che assassino e vittima sono proprietari di cani razza “Dogo Argentino” che potrebbero esserci incrociati per strada generando un litigio.
Smentita, invece, ancora una volta, l’ipotesi di vicende legate al mondo della droga come confermato dal difensore dell’accusato, l’avvocato Renato Alberini: “Il mio cliente non ha alcun precedente in merito”.
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Caro Bernardo, lo vedremo nei prossimi giorni, aspetta e spera, forse come dice lei non so niente.
Shylock the first
Ma taci Shylock the s..t nn sai niente…
Provo un grande orrore e una profonda tristezza nel vedere che, giorno dopo giorno, in questa società malata ci si fa giustizia da soli magari con armi detenute illegalmente. Vogliamo davvero diventare uno di quegli stati in cui qualsiasi problema o conflitto, spesso interiore e irrisolto, si risove uccidendo qualcuno?
Stiamo impazzendo?!
C’è una parte di veneziani che trema, presto vedrete sviluppi che vi lasceranno a bocca aperta, un mondo di persone che vive sopra le righe, viaggi, ristoranti, orologi, macchine e molto altro. Forse si sta aprendo il vaso di Pandora, ma sul fondo non c’è la speranza.
Shylock the first