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Il macchinario la aggancia, muore a 26 anni in azienda: una tremenda tragedia è andata in scena a Pieve di Soligo, ancora una volta nel luogo di lavoro. Anila Grishaj, una giovane operaia albanese di 26 anni, ha perso la vita in un incidente sul lavoro presso un’azienda specializzata in surgelati. Il drammatico episodio ha avuto luogo ieri pomeriggio, quando la ragazza è stata “agganciata” dal braccio di un macchinario per gli imballaggi.
La vittima, residente a Miane, lavorava presso l’azienda già da cinque anni e ricopriva il ruolo di responsabile di linea. Tuttavia ieri, in una giornata apparentemente normale, è arrivato il dramma quando, stando a una prima ricostruzione degli eventi, la ragazza è rimasta incastrata con la testa all’interno del macchinario. Il decesso è arrivato praticamente immediatamente.
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Scopri come fare
L’allarme è stato immediato, purtroppo, nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, non c’è stato nulla da fare per salvare la giovane operaia. L’incidente ha suscitato un’ondata di dolore e shock tra i colleghi.
Sul posto, intanto, sono arrivati gli ispettori dello Spisal e i vigili del fuoco.
La dinamica esatta dell’incidente è attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità competenti. La Procura di Treviso ha aperto un’inchiesta per determinare se l’incidente sia stato causato da un malfunzionamento del macchinario o da altri fattori, come un possibile errore umano o una fatalità.
La notizia ha scatenato una grande reazione emotiva tra i familiari della vittima, che si sono radunati fuori dall’azienda in attesa di risposte. La situazione è diventata anche tesa quando alcuni parenti hanno cercato di entrare nell’azienda per ottenere chiarimenti. Sul posto sono intervenuti delle forze dell’ordine e il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, per cercare di mediare la situazione dopo quella che è stata un’autentica tragedia.
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