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Arriva Internet ovunque e velocissimo dal cielo, ma stiamo riempiendo lo spazio di satelliti

Oltre 5.000 i satelliti Starlink in orbita ai quali tra poco si aggiungeranno quelli di OneWeb, China SatNet e Amazon Kuiper.

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Arriva Internet ovunque e velocissimo dallo spazio, ma a quale prezzo? La costellazione di satelliti Starlink, ideata per rivoluzionare le connessioni internet globali, ha recentemente superato un confine impensabile: oltre 5.000 satelliti operativi in orbita. Questo traguardo, inconcepibile fino a pochi anni fa, è stato raggiunto grazie al lancio di 23 satelliti a bordo di un razzo Falcon 9, avvenuto alle 00:20 del 31 dicembre 2022, dalla base di Cape Canaveral in Florida.

La gigantesca costellazione di SpaceX, la società di Elon Musk, ha aperto la strada a una nuova era di connessione internet globale tramite il cielo. Tuttavia, Starlink non è la sola in questa corsa spaziale; costellazioni simili, tra cui OneWeb, China SatNet e Amazon Kuiper, sono in fase di sviluppo e presto completeranno il panorama andando ad affollare ulteriormente lo spazio celeste.

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Questi satelliti, insieme, promettono di fornire servizi di connessione internet in aree difficili da raggiungere tramite reti terrestri tradizionali. Tuttavia, parallelamente a questi progressi, sorgono nuove preoccupazioni. L’orbita terrestre è diventata sempre più affollata, innescando un possibile aumento di cadute di detriti spaziali, che rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza.

Inoltre, l’espansione delle megacostellazioni spaziali ha un impatto significativo sull’ambiente e sull’astronomia. Studi recenti hanno rivelato un incremento notevole di elementi e composti pesanti negli strati superiori dell’atmosfera, il che è probabilmente causato dalla disintegrazione dei satelliti durante il rientro nell’atmosfera e dai materiali rilasciati durante i lanci. Questo innesca preoccupazioni riguardo agli effetti ambientali a lungo termine e alla salute.

“Stiamo inquinando l’alta atmosfera senza sapere bene quali effetti questo potrà avere sulla natura e sulla salute”, ha osservato Piero Benvenuti dell’Università di Padova e segretario generale a interim dell’Unione Astronomica Internazionale.

Altro aspetto preoccupante: il crescente numero di satelliti in orbita. Per mantenere costellazioni come Starlink, sono necessari frequenti lanci e sostituzioni dei satelliti, poiché la loro vita operativa è relativamente breve. Il lancio più recente ha portato il numero di satelliti Starlink a superare la soglia simbolica dei 5.000, ma questo numero è destinato a crescere notevolmente per il contributo di altre aziende.

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Tuttavia, non è certo che tutte queste costellazioni vedranno mai la luce, poiché ad oggi sono state fatte richieste di autorizzazioni per circa 500.000 satelliti presso l’organizzazione internazionale per le telecomunicazioni con sede a Ginevra ma, al momento, non vi è certezza di accettazione.
“Riteniamo però che nei prossimi pochi anni avremo in orbita circa 100.000 satelliti”, ha dichiarato Piero Benvenuti.

Questo scenario rappresenta un problema anche per la comunità scientifica, in particolare per gli astronomi, poiché le megacostellazioni di satelliti possono influenzare negativamente le osservazioni astronomiche, soprattutto nelle bande della luce visibile e nelle bande radio utilizzate in radioastronomia.
E’ certo che l’era delle megacostellazioni di satelliti è in corso proprio oggi. Promette un mondo sempre connesso, ma l’attenzione va rivolta anche alla tutela dell’ambiente.

Balzaimo redattore
Balzaimo redattore
Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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