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Morire a due anni per droga: una tragedia che non trova precedenti in letteratura medica. Eppure è accaduto. Il bambino di soli due anni che ha perso la vita a causa di un’overdose di cannabis è Nicolò Feltrin, residente di Longarone, nel Bellunese. E’ – purtroppo – il primo e unico caso documentato di morte di un bambino per uso di hashish di età così piccola.
Nel corso dell’ultimo anno, negli ospedali di Padova, Mestre, Venezia e Vicenza, si sono registrati numerosi casi di bambini intossicati dall’hashish, come ampiamente riportato dai media, ma fortunatamente tutti si sono ripresi completamente entro 24 ore. I piccoli sono stati ricoverati, curati e guariti. Purtroppo, per Nicolò le cose sono andate diversamente.
Le indagini condotte dalla procura di Belluno, avrebbero rivelato che il bimbo è stato esposto in modo cronico a varie sostanze stupefacenti nella sua breve vita trascorsa nella casa di Codissago, frazione di Longarone. Oltre a dosi letali di hashish, nel suo corpo sono state trovate tracce di cocaina, eroina e metadone.
La consulenza del dottor Cirnelli, medico legale, è un resoconto agghiacciante di 58 pagine, ora depositata al pm responsabile delle indagini.
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Scopri come fare
Al momento, c’è un solo indagato nell’inchiesta: il padre del bambino, D.F., 43 anni, per il quale si sospetta l’omicidio colposo. È stato lui a portare il bambino al pronto soccorso di Pieve di Cadore, affermando che Nicolò avesse ingerito qualcosa raccolto da terra mentre si trovavano al parco vicino a casa. Tuttavia, le telecamere del parco hanno smentito la sua presenza insieme al bambino, e l’autopsia successiva ha ulteriormente confutato la sua versione dei fatti.
Ora, orrore nell’orrore, l’inchiesta potrebbe allargarsi, poiché potrebbe essere che la droga venisse mescolata nel cibo del bambino, secondo quanto sarebbe Longarone emerso dalle perizie medico-legali. Va inoltre chiarito il ruolo della madre.
Gli esami medici condotti dagli esperti incaricati dalla procura hanno rivelato che il bambino aveva concentrazioni estremamente elevate di hashish nel suo sistema, indicando un uso recente della droga.
Tuttavia, non è possibile determinare la quantità esatta di droga assunta in base alle concentrazioni riscontrate nel cadavere del piccolo, né questo è possibile nemmeno per gli adulti. L’unica certezza è che la morte di Nicolò è stata causata da un’avvelenamento letale derivante dalla cannabis.
Anche un intervento tempestivo non avrebbe potuto salvare la vita di Nicolò, poiché il bambino fu portato in ospedale diverse ore dopo l’assunzione della sostanza, al termine del suo pisolino. Le analisi delle droghe sequestrate nella casa di famiglia sono state condotte a Mestre, e il pm potrà verificare se la sostanza ingerita è la stessa ritrovata nell’abitazione, basandosi su tali risultati per prendere decisioni sul prosieguo delle indagini.
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Dio mio, bambini che volano dalle finestre, altri che vengono dimenticati in macchina .. quest’ultimo drogato già a 2 anni
Raccapricciante.
Povere creature innocenti ♡
E poi parlano0 male delle famiglie non tradizionali.
Povera creatura …..spero paghi chi gli ha fatto questo…