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Via Piave, Mestre: aggredito con una bottiglia rotta nel negozio di telefoni

Via Piave, Mestre: la violenza è esplosa di nuovo ieri mattina nell’area. Questa volta all’interno del negozio “Hi-tech”, negozio di telefonini. Dentro al negozio un uomo è rimasto ferito con una bottiglia rotta e solo perché stava svolgendo il suo lavoro. Intorno alle 11, un uomo straniero è entrato nel negozio che vende e ripara […]

Via Piave, Mestre: la violenza è esplosa di nuovo ieri mattina nell’area. Questa volta all’interno del negozio “Hi-tech”, negozio di telefonini. Dentro al negozio un uomo è rimasto ferito con una bottiglia rotta e solo perché stava svolgendo il suo lavoro.

Intorno alle 11, un uomo straniero è entrato nel negozio che vende e ripara telefoni cellulari, chiedendo la restituzione del suo telefono riparato. Il venditore ha chiesto la ricevuta o un documento di identificazione, senza i quali sarebbe stato impossibile consegnargli qualsiasi apparecchio. A quel punto il giovane nordafricano si è agitato e ha iniziato a urlare contro il venditore, il quale, spaventato, ha deciso di chiamare la polizia.

All’arrivo, i poliziotti hanno cercato di calmare la situazione e hanno ribadito all’uomo che senza la prova della sua identità o della proprietà del telefono, la restituzione non poteva essere effettuata. L’uomo sembrava aver accettato questo fatto, ha lasciato il negozio, e sembrava che il problema fosse stato risolto. Tuttavia, non era la fine della storia.

Il nordafricano è tornato in negozio cinque minuti dopo l’uscita della polizia, con in mano una bottiglia rotta. Si è avvicinato con la forza al venditore e ha spinto il coccio di vetro verso il suo petto. Terrorizzato, il giovane commesso ha consegnato il cellulare al nordafricano, che è subito fuggito.

A quel punto la polizia è intervenuta nuovamente sul posto. Il venditore ferito è stato portato al pronto soccorso e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Ulteriore dettaglio anomalo della storia: dopo la fuga dell’aggressore, una donna è entrata nel negozio con lo scontrino di quel particolare cellulare. L’uomo le ha chiesto di aspettare gli investigatori, ma dopo aver appreso dell’incidente, ha risposto in fretta: “No, va bene” e se n’è andata.

Purtroppo la zona non è nuova a “incidenti” di violenza urbana. Solo pochi giorni fa in una macelleria di via Sernaglia, un individuo, forse tunisino, è entrato nel negozio e ha saltato il bancone per tentare di rubare la cassa. Il titolare si è opposto, allontanandolo con la forza dal negozio, ma quante volte si può sperare che le reazioni vadano a finire bene?
In ogni occasione i residenti della zona ribadiscono che sono sempre più preoccupati. Incidenti come furti, rapine e tentativi di rapina sono diventati fin troppo comuni. A fianco del continuo potenziamento delle azioni delle forze dell’ordine si assiste ad un aumento di gruppi social e di comitati cittadini per la sicurezza della zona.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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