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Festa della Sensa 2023: Venezia ha rinnovato il suo matrimonio con il mare

Festa della Sensa 2023: Venezia ha rinnovato il suo matrimonio con il mare “Noi ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio”. Con questa formula di rito pronunciata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e con il lancio dell’anello dogale nelle acque davanti la chiesa di San Nicolò del Lido è stato […]

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Festa della Sensa 2023: Venezia ha rinnovato il suo matrimonio con il mare
“Noi ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio”. Con questa formula di rito pronunciata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e con il lancio dell’anello dogale nelle acque davanti la chiesa di San Nicolò del Lido è stato rinnovato questa mattina lo Sposalizio del mare. Alla cerimonia hanno partecipato il patriarca Francesco Moraglia e l’ammiraglio della Marina Militare Andrea Petroni.

Con l’anello è stata lanciata in acqua una corona d’alloro per tutti i Caduti del mare. Ad accompagnare il rito, l’alzaremi e le note dell’inno di San Marco. Ad assistere alla cerimonia anche il sindaco di Longarone Roberto Padrin, che poco prima, ai Giardini Reali, aveva ricevuto l’anello dogale per il Gemellaggio Adriatico.
La Festa della Sensa ha vissuto poi il suo momento religioso con la celebrazione della messa per la solennità dell’Ascensione officiata dal patriarca Moraglia nella chiesa di San Nicolò del Lido. Presenti rappresentanti dell’Amministrazione comunale oltre alle autorità civili e militari.
L’esibizione del coro nel piazzale della chiesa ha poi introdotto una serie di iniziative collegate alla Sensa come il tradizionale Mercatino, allestito con il supporto della Pro Loco del Lido e Pellestrina. Si è poi rinnovato l’appuntamento con le Regate de la Sensa.

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La Festa ricorda due eventi importanti: il soccorso portato dal doge Pietro II Orseolo alle popolazioni della Dalmazia, minacciate dagli Slavi, il 9 maggio dell’anno 1000, e la stipula, nel 1177, del trattato di pace tra il doge Sebastiano Ziani, Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa, che pose fine alla secolare diatriba tra Papato e Impero. Entrambi celebrano la potenza della Serenissima, fondata sulla conoscenza e il controllo del mare.

All’inizio il rito era celebrativo, religioso e scaramantico insieme, solo per propiziarsi la tranquillità del mare e prevedeva la visita del Doge al mare e la benedizione delle acque dell’Adriatico. Su questa base si è innestato poi lo sposalizio del mare: il Doge, a bordo del Bucintoro, riceveva la benedizione del Vescovo, che si imbarcava all’altezza di San Pietro di Castello e una volta raggiunta la Bocca di Porto di Lido, lanciava nelle acque un anello d’oro, pronunciando la formula: “Desponsamus te, mare. In signum veri perpetuique dominii”.

Redazione Venezia
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  1. “Noi ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio”
    Ai giorni nostri si potrebbe leggere:
    “Noi , e sappiamo bene chi, asesso anche ti sposiamo o Venezia, in segno di vero e perpetuo dominio”
    Ad maiora

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