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Venezia si è svegliata venerdì con le sirene delle imbarcazioni che risuonano nella nebbia per il secondo giorno consecutivo, dopo quella fittissima che ha ridotto la visibilità per tutta la giornata di giovedì. L’improvviso rialzo delle temperature di mercoledì (18° la massima) in un quadro di alta pressione, con venti gelidi che hanno soffiato nei giorni precedenti, non poteva produrre altro effetto.
La nebbia ha comportato deviazioni e interruzioni anche nei trasporti pubblici. Ad un certo punto gli unici ad essere garantiti erano i collegamenti con le isole. La Linea 2, invece, è stata spezzata in due tronconi (P.Roma-Rialto e S.Zaccaria-Lido), la 3 e la 6 sospese, la 5. dirottata per il Canal Grande e la 4.2 “parcellizzata”. Fermi molti mezzi Actv pur dotati di radar
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Poi, nella seconda metà della giornata, quando si sperava la nebbia si diradasse, ci si è messa, invece, anche la bassa marea a complicare la navigazione. Fenomeno che, purtroppo, si ripeterà anche oggi con una punta massima (minima) di -55 cm. alle 15,25.
Sebbene le “secche” dei canali interni rappresentino una caratteristica del periodo, una bassa marea a Venezia così, e che durasse così tanto, non si vedeva da molti anni.
Era il 5 febbraio quando, per la prima volta, quest’anno si è parlato di ‘bassa marea eccezionale’, ed ancora il “-55” o “-60” durerà per qualche giorno. Il fenomeno, che rappresenta anche un pericolo per la salute, durerà – secondo le previsioni – almeno ancora fino al giorno 20 ovvero, come dicono gli esperti pescatori, fino al 21, giorno in cui cesserà “Il crescente di luna”.
Bassa marea che rappresenta anche un pericolo per la salute, dicevamo. Con i canali in secca il Suem non riesce ad arrivare all’approdo più vicino al paziente da soccorrere navigando i rii, ma si deve fermare nei canali principali, coprendo la distanza che manca a piedi, con la portantina e gli strumenti di soccorso in mano.
Non è raro, poi, che si provochi accidentalmente un’avaria al mezzo, obbligandolo poi ad andare in cantiere per riparazioni. “Se il ‘piede’ tocca – spiegano gli autisti – le prime ad essere in pericolo sono le eliche del mezzo”.
E’ capitato in situazioni di questo tipo, infatti, che un’ambulanza inviata per un soccorso, all’arrivo sull’obiettivo ne chiami altre due: una per il trasporto del paziente in ospedale e un’altra per il traino del primo mezzo rimasto in avaria perché l’elica “aveva toccato”.
Chi salverà Venezia dalle nebbie e dalle secche? La pioggia.
Purtroppo (anche per il problema persistente della siccità) dovremo però attendere ancora per vedere qualche nuvola, di sicuro – dicono gli esperti – almeno fino al prossimo weekend, quello che inizierà il 24.
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Come sono strani i dirigenti, dovete spiegarmi come sia possibile che la linea 4.1 e 5.2 in caso di nebbia obblighi i residenti a scendere alla fermata Colonna costringendo di fatto alle persone anziane soprattutto di attraversare tutte l’isola a piedi, mentre la linea denominata Colombina ( sempre gestita da ACTV ) vada sempre con qualsiasi tempo ( ammesso che abbiano il Radar ), si sappia che dalla Colonna ci sono le luci che funzionano perfettamente, quindi quella che non ci vedono è una bugia grande come una casa, certo che non c’è peggior orbo di chi non vuol vedere. Alilaguna sicuramente ha capitani coraggiosi e dotati di una vista migliore di quelli assunti dall’ACTV, loro vanno sempre, con qualsiasi situazione meteorologica, che non sia il caso di rivedere i contratti di questi dipendenti ?
Fino a che sprecano milioni (non loro) per i Boschi dello sport (!) e non scavano i rii, questa sarà la norma.
minosse, Marinetti docet, stanno aspettando di asfaltare tutti i canali interni così i Cinesi potranno vendere le loro macchine elettriche dal 2035. Si portano avanti con il lavoro, loro sono progressisti, scherzi, potremo andare a vedere lo sport a mestre a piedi.