5 x 1000
HomeSTORIA E TRADIZIONI DI VENEZIAPonte de le Tete (Ponte delle Tette), a Venezia

Ponte de le Tete (Ponte delle Tette), a Venezia

Il “Ponte de le Tete” di Venezia, ufficialmente chiamato “Ponte delle Tette” (in italiano) o “Ponte de le Tette”, in realtà è più di uno. A Venezia, infatti ne esiste uno situato nel sestiere di Cannaregio, così come uno a San Polo e uno a santa Croce. A Venezia il nome del ponte deriva dall’usanza, […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Il “Ponte de le Tete” di Venezia, ufficialmente chiamato “Ponte delle Tette” (in italiano) o “Ponte de le Tette”, in realtà è più di uno. A Venezia, infatti ne esiste uno situato nel sestiere di Cannaregio, così come uno a San Polo e uno a santa Croce.

A Venezia il nome del ponte deriva dall’usanza, in voga nel Cinquecento, portata avanti dalle prostitute che rimanevano con i propri seni esposti in pubblico per attirare i clienti.
Il ponte era dunque una zona nota per la prostituzione e le prostitute erano solite inoltre mostrare i propri seni anche dalle finestre delle case vicine al ponte per attirare i clienti.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Il “Ponte delle Tette” vedeva aumentare molto l’affluenza di “offerta” e “clienti” durante il Carnevale di Venezia.

Il nome “Ponte delle Tette” è considerato una curiosità storica e fa parte degli aneddoti veneziani che vengono tramandati.

Redazione Venezia
Redazione Venezia
Dalla redazione di Venezia. Per comunicare una segnalazione: redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Si, ma dite anche perchè le prostitute mostravano i seni. Non era solo per attirare i clienti. Era frutto di un’ordinanza della Serenissima per scoraggiare un aumento smisurato dell’omoesssualità maschile, al punto tale che la sessualità era diventata un problema.
    Fra l’altro, le poverine, dovettero pure inviare una supplica al procuratore Contarini per penuria di clienti e quindi di mancato guadagno. E si sa che allora era ben difficile il reddito di cittadinanza. Insomma, fin dai tempi del glorioso leone, Venezia era gay friendly.

    • Grazie mille al nostro lettore. Saranno senz’altro gradite anche altre precisazioni a colmare le nostre carenze in favore di una maggior divulgazione possibile della storia della nostra amata città se vorrà.

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE