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Il “Ponte de le Tete” di Venezia, ufficialmente chiamato “Ponte delle Tette” (in italiano) o “Ponte de le Tette”, in realtà è più di uno. A Venezia, infatti ne esiste uno situato nel sestiere di Cannaregio, così come uno a San Polo e uno a santa Croce.
A Venezia il nome del ponte deriva dall’usanza, in voga nel Cinquecento, portata avanti dalle prostitute che rimanevano con i propri seni esposti in pubblico per attirare i clienti.
Il ponte era dunque una zona nota per la prostituzione e le prostitute erano solite inoltre mostrare i propri seni anche dalle finestre delle case vicine al ponte per attirare i clienti.
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Il “Ponte delle Tette” vedeva aumentare molto l’affluenza di “offerta” e “clienti” durante il Carnevale di Venezia.
Il nome “Ponte delle Tette” è considerato una curiosità storica e fa parte degli aneddoti veneziani che vengono tramandati.
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Si, ma dite anche perchè le prostitute mostravano i seni. Non era solo per attirare i clienti. Era frutto di un’ordinanza della Serenissima per scoraggiare un aumento smisurato dell’omoesssualità maschile, al punto tale che la sessualità era diventata un problema.
Fra l’altro, le poverine, dovettero pure inviare una supplica al procuratore Contarini per penuria di clienti e quindi di mancato guadagno. E si sa che allora era ben difficile il reddito di cittadinanza. Insomma, fin dai tempi del glorioso leone, Venezia era gay friendly.
Grazie mille al nostro lettore. Saranno senz’altro gradite anche altre precisazioni a colmare le nostre carenze in favore di una maggior divulgazione possibile della storia della nostra amata città se vorrà.