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Ragazzo di 18 anni morto sul lavoro nel veneziano: era al 4° giorno di uno stage

Una tragedia. Non ci sono altre parole. Il ragazzo di 18 anni morto sul lavoro nel veneziano, a Noventa di Piave, era al 4° giorno di lavoro in quello che si chiama “stage”. Il dramma ieri, venerdì pomeriggio, verso la fine del turno. Il ragazzo è rimasto schiacciato da una lastra pesante due tonnellate. Giuliano […]

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Una tragedia. Non ci sono altre parole.
Il ragazzo di 18 anni morto sul lavoro nel veneziano, a Noventa di Piave, era al 4° giorno di lavoro in quello che si chiama “stage”.
Il dramma ieri, venerdì pomeriggio, verso la fine del turno. Il ragazzo è rimasto schiacciato da una lastra pesante due tonnellate.

Giuliano De Seta è la vittima dell’ennesimo incidente sul luogo di lavoro. Ma questa volta, se possibile, è ancora più doloroso perché si tratta di un ragazzo sano, bravo, nel fiore degli anni.
Giuliano voleva imparare il mestiere, la scuola lo prevede come formazione professionale.

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L’azienda di Noventa di Piave (Venezia) si occupa di assemblaggio, lucidatura, saldatura e stampi. Accoglie normalmente ragazzi che vogliono imparare un lavoro. Giuliano frequentava l’Itis Leonardo Da Vinci di Portogruaro.
Ma incidenti non ce n’erano mai stati.

La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di venerdì, all’interno della Bc Service, un’azienda specializzata nella piegatura dei metalli che opera in via Volta, a Noventa di Piave (Venezia).

Pare che il ragazzo, Giuliano de Seta, si trovasse da solo nei pressi di un macchinario, quando una pesante lastra di ferro è scivolata da un cavalletto e l’ha preso in pieno agli arti inferiori.

I colleghi dello stabilimento sono accorsi subito, capendo che l’infortunio era gravissimo. In pochi minuti è stata fatta arrivata un’autoambulanza con i medici del Suem.

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Le fasi del soccorso sono state frenetiche, si è cercato di tutto di stabilizzare il giovane, per trasportarlo all’ospedale.

Alla fine purtroppo risulterà tutto inutile, in pochi minuti il dramma si era compiuto.

Il 18enne, residente a Ceggia (Venezia) frequentava la quinta. La tragedia verso le ore 17 di venerdì. I Carabinieri, i tecnici dello Spisal dovranno ora cercare le risposte sulle cause della tragedia, e capire intanto se il 18enne potesse trovarsi da solo vicino a quel macchinario.

E mentre si allunga lo straziante elenco delle vittime sul luogo di lavoro, la mente corre a gennaio 2022, quando Lorenzo Parelli, 18 anni, al suo ultimo giorno di stage nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, alla Burimec, un’azienda meccanica di Lauzacco, in Friuli, morì per l’ennesimo incidente. A febbraio 2022 nelle Marche, a Fermano, invece, ci fu un altro incidente terribile. Qui morì un ragazzo appena 16enne, Giuseppe Lenoci. Il giovane era a bordo del furgone della ditta di termoidraulica in cui stava svolgendo lo stage, che sbandò e uscì di strada; il giovane rimase ucciso sul colpo.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Nel ringraziare Poesia del nostro tempo, invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a leggere questo prezioso contributo.
    “Poesia del nostro tempo partecipa al dolore della famiglia, e invita a riflettere con la poesia di Fabio Franzin sul tema della scuola, della sicurezza e del lavoro”.

    Co’a stessa franza scura
    Per Lorenzo Parelli
    Te ‘vea su el casco, ‘ò lèt
    tii giornài; istèss no l’é bastà
    co’ chea putrèa de fèro
    te ‘a ‘rivà tea testa, là
    sot el caroponte 12648.
    Poro Lorenzo, pori nostri
    fiòi tornàdhi mandàr
    al massacro a gratis
    un sècoeo dopo, drento
    fabriche, cantieri, oficìne,
    fra trincee de scafài,
    postazhión de machinari
    drio i reparti, ‘e armadhùre.
    Te ‘à ‘a stessa età de mé fiòl,
    ‘i stessi òci bisi, tea foto,
    ‘a stessa franza scura sora
    ‘a front (quea che tignè
    butàdha in vanti, a cop,
    come a ‘scónderve da ‘sto
    tenpo can. Nianca quea
    te ‘a salvà). Anca mé fiòl
    l’à fat un de ‘sti stèig
    scuòea-lavoro (un mese
    intièro te un magazìn
    de logistica, in istà,
    fra bancài e mùeti,
    caldo, camii e osàdhe.
    Nianca un cafè i ghe ‘à
    pagà, nianca ‘na cocacòea).
    E mì ‘dèss lo urle, te ‘ste
    paròe che scrive prima
    del mé turno te un de ‘sti
    posti senza pì ànema,
    miràndo te un de ‘sti
    posti de sfrutamento
    ‘i schèi che no’ ghe dé
    a ‘sti fiòi, chea mancia
    che saràe giusto darghe,
    che sparagné pai vostri
    suv, pae vostre pissine,
    i sia màedeti, màedeto
    el vostro èsser despiasudhi,
    ‘dèss – pì pae rogne
    che ve speta, che pa’a
    tó vita zovane, Lorenzo -,
    i ‘é maciàdhi de sangue,
    i spuzha de carogna.
    ‘Dèss resta ‘e tó ròbe
    sequestràdhe pa’ l’inchiesta:
    ‘a tuta blè da operaio
    (dea tó scuòea, nianca
    del parón – sparagnà
    anca quea), guanti,
    scarpe, ociài. Resta
    i tó sogni strazhàdhi,
    drento chel capanón,
    e un doeór duro, par tuti.
    *
    Lorenzo Parelli, 18 anni, allievo della 4a meccanica industriale all’istituto Bearzi di Udine, è morto alle 14.30 del 21 gennaio 2022, nell’ultimo giorno di stage gratuito, schiacciato da una putrella d’acciaio all’interno della Burimec di Lauzacco di Pavia di Udine
    Con la stessa frangia scura Indossavi il caschetto, ho letto / nei giornali, però non ti ha protetto / quando quella putrella di ferro / ti ha colpito nella testa, là, / sotto il carroponte 12648. // Povero Lorenzo, poveri nostri / figli mandati di nuovo / al massacro gratis / un secolo dopo, dentro / fabbriche, cantieri, officine, / fra trincee di scaffali, / postazioni di macchinari / lungo i reparti, i ponteggi. // Hai la stessa età di mio figlio, / gli stessi occhi bigi, nella foto, / la stessa frangia scura sopra / la fronte (quella che portate / pettinata in avanti, a tegola, / come per celarvi a questo tempo / cane. Neanche quella / ti ha salvato. Anche mio figlio / ha fatto uno di questi stage / scuola-lavoro (un mese / intero in un magazzino / di logistica, in estate, / fra bancali e muletti, / caldo, camion e grida. Neanche un caffè gli hanno / offerto, neanche una coca-cola). // E io ora lo urlo, con queste / parole che scrivo prima / del mio turno in uno di questi / luoghi privati dell’anima, / mirando verso uno di questi / posti di sfruttamento // i soldi che non date / a questi ragazzi, quella mancia / che sarebbe giusto riconoscergli, / che risparmiate per i vostri suv, / le vostre piscine / siano maledetti, maledetto / il vostro dispiacere, adesso – più per le rogne / che vi aspettano che per la / tua giovane vita, Lorenzo -, / sono macchiati di sangue, / puzzano di carogna. // Ora restano le tue cose / sequestrate per l’inchiesta: / la tuta blu da operaio / (della tua scuola, neanche / del padrone – risparmiata / anche quella), guanti, / scarpe, occhiali. Restano / i tuoi sogni infranti, / dentro quel capannone, / e un dolore duro, per tutti

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