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Lauretta Toffoli è stata brutalmente uccisa in casa. Fortemente indiziato per l’omicidio l’inquilino del piano di sotto che la donna avrebbe più volte aiutato nel passato, anche con piccole somme di denaro. L’uomo era uscito dal carcere solo otto ore prima.
Vincenzo Paglialonga, 40 anni, è l’indiziato numero uno per l’omicidio di Lauretta Toffoli, 74 anni.
Un omicidio che origina nello stabile dove risiedono le persone coinvolte ma che non sfocia al culmine di beghe condominiali, bensì da una situazione di degrado dove la persona uccisa aiutava il proprio carnefice.
Quando l’omicida si è accanito sul suo corpo, uccidendola, era uscito dal carcere da otto ore.
Per l’uomo, accusato di una precedente rapina, erano stati disposti, per motivi di salute, gli arresti domiciliari, che avrebbe dovuto scontare nel proprio appartamento, al primo piano di una palazzina di edilizia popolare nella periferia di Udine.
La stessa in cui risiedeva la vittima della sua violenza, Lauretta Toffoli, trovata morta ieri pomeriggio. Sul suo corpo, evidenti ferite da taglio.
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Scopri come fare
In poche ore gli indizi raccolti dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Claudia Finocchiaro, hanno condotto a Vincenzo Paglialonga, 40 anni, che ieri, poco prima di mezzogiorno, era stato fermato da una Volante per evasione.
In serata l’uomo è stato interrogato e si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Ora si trova in carcere, in attesa della convalida del fermo.
Su di lui, rende noto la Questura, pendono gravi indizi di colpevolezza per l’omicidio della donna.
La svolta, è la voce che circola nel vicinato, sarebbe stata la testimonianza di un residente, che avrebbe rivelato alle forze dell’ordine dettagli che hanno permesso di stringere il cerchio e che ne avrebbero confermato la presenza notturna sul luogo del crimine.
Le indagini proseguono serrate e nel massimo riserbo per risalire al movente che avrebbe spinto il presunto assassino ad aggredire e uccidere la donna.
Tra le ipotesi, quella di una rapina degenerata, visto che dall’abitazione della vittima mancano un paio di televisori.
A quanto si apprende, Paglialonga aveva precedenti per reati contro il patrimonio.
Da alcuni mesi era detenuto in carcere per una rapina commessa nello stesso palazzo, ai danni di un’altra vicina: l’aveva minacciata con una scacciacani e le aveva sottratto portafogli e cellulare. Era stato posto in un primo momento ai domiciliari, da cui è fuggito rimediando un nuovo arresto per evasione e la misura cautelare nel carcere di Pordenone.
Venerdì, attorno alle 16, era rientrato nel suo appartamento nuovamente ai domiciliari, in attesa dell’udienza.
Lauretta Toffoli è stata trovata in una camera da letto del suo appartamento, al secondo piano della palazzina di via della Valle. Secondo una ricostruzione, il suo corpo era seminudo.
A trovarla, riversa a terra, è stato il figlio che si era recato dalla donna per farle visita poco prima delle 14.
La morte risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, tra l’una e le due di notte.
Dal racconto del figlio, è emerso che dall’abitazione mancavano alcuni averi della donna.
In casa inoltre, hanno riferito i parenti, c’erano evidenti segni di colluttazione.
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