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Fuori programma a Venezia venerdì 21 gennaio. Una giovane turista dalla giunonica bellezza si è spogliata, si è messa in topless, e poi si è bagnata sulle acque della laguna tuffandosi dal monumento della Partigiana, ai Giardini-Biennale.
C’è da dire che era una splendida giornata di sole, ma è anche vero che a Venezia c’erano non più di 2-3 gradi di temperatura. Ciò nonostante la caliente 23enne, pare originaria della Repubblica Ceca, è stata vista spogliarsi, appoggiare accuratamente i vestiti vicino al Monumento, restare in slip e tuffarsi.
Qualcuno tra i presenti ha chiamato la Polizia locale che è arrivata in pochi attimi essendo già in zona per controlli. Così la signorina è stata invitata a risalire e aiutata a rivestirsi e poi sono arrivate le sanzioni: la giovane dovrà pagare 480 euro di multa e sarà sottoposta a ‘daspo’. Lei si è scusata dicendo che non sapeva che fosse vietato e che non credeva di fare nulla di grave.
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Scopri come fare
Tutta la sequenza è agli atti grazie a Mario Nason che poi ha pubblicato foto e video sulla pagina Facebook del Gruppo 25 Aprile di Venezia. E mentre si dibatte sulle scorribande che talvolta compiono i foresti quando giungono in città, può risultare curioso che sulle stesse pagine social ci sia anche chi prende le difese della ragazza, forse in virtù del motto “se tutti i problemi fossero questi…”.
Tra i due schieramenti, i commenti più “contro” recitano:
“Tanto la multa non verrà pagata, come la maggior parte delle sanzioni a turisti stranieri, così come succede con clandestini e/o senza fissa dimora. Ci vorrebbero pene da espiare subito e che risarciscono la città del danno subito materiale o immateriale che sia. Per esempio gli avrei fatto pulire dalle alghe il monumento e sistemare tutta l’area monumentale. Poi a calci nel sedere in stazione ed imbarco sul primo treno”.
“Io mi chiedo come ci vedono nel mondo visto che hanno perso ogni misura: proprio come un parco giochi? Ma che schifo….”
“fortunada che no gero ja ghe passava ja voia co l’acqua saiada a sta porsea”.
Tra quelli che tendono all’ “assoluzione”, invece:
“Si cmq cheppalle tutti sta negatività, manco avesse fatto chissà cosa; in una riva poi dove chi ha una certa età ha imparato a nuotare! E il cartello di divieto dov’è? Ma pensè veramente che un foresto gabbia da impararse a memoria tutte le regole assurde per ogni città che visita (tipo de no sentarse sui scalini su de na città senza panchette)?
Ps a monaco in germania fanno surf, a copenaghen il bagno, la senna vogliono renderla balneabile entro le olimpiadi…
“alle volte siete/siamo un pochino esagerati, abito sopra un canale, ogni estate c’è qualcuno che si tuffa, bambini che tocciano le mani in canale, ogni tanto mi affaccio e spiego che l’acqua non è proprio pulita, ogni tanto no, lascio che facciano la bravata. Poi se passa il vigile è giusto che venga multato.
Tanti commenti dicono “in altri paesi”.. a parte che ho visto far bravate da New York a Berlino a germersheim a Lisbona, ecc. in altri paesi ci sarebbero cartelli con divieto di balneazione ovunque…”
“1) più bagnanti = meno moto ondoso; 2) chi non è salito a giocare sul leone del monumento a Daniele Manin? 3) il topless forse inappropriato ma che fastidio dà?”
ultima sottolineatura, naturalmente forse pleonastica: molti uomini sono più portati alla tolleranza per motivi… estetici.
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Che cosa c’entra scoreggiare col fare il bagno in rio non vedo, se non perche’ l’ acqua e’ un po’ di me*da, ma
no sara” mia colpa dei foresti…
Bacchettoni e ipocriti, è il minimo che mi viene da dire… mi ricorda la canzone : bocca di rosa di di De André, per parlare delle comari…
si chiama decoro, mai sentito parlare di ciò? Se entro a casa sua col suo permesso e sco*eggio a tavola non potrà mica rimproverarmi, visto che non è vietato dalla legge.