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I contagi Covid continuano ad avanzare anche se l’indice di crescita Rdt risulta costante da 15 giorni. Ma a fronte dei nuovi casi, terapie intensive e decessi crescono meno.
Sotto la lente d’ingrandimento anche la vaccinazione per la fascia 5-11 anni (programmata per il 16 dicembre prossimo) soprattutto nel momento in cui vengono segnalate nei reparti forme severe di Covid nei bambini.
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In vista dell’ imminente campagna per i 5-11enni “ci aspettiamo – dice Guido Rasi, consulente scientifico del commissario all’emergenza Figliuolo e già direttore dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) – un avvio cauto perché chi doveva stare zitto non lo ha fatto, o chi ha commentato i numeri senza avere bene l’esperienza di quali siano i numeri giusti per definire un rapporto beneficio-rischio, in questo caso”. “Adesso la parola ai pediatri. La Società italiana di pediatria – aggiunge – si è espressa in maniera assolutamente chiara e inequivocabile. Stanno vedendo crescere nei reparti forme di Covid severo nei bambini”.
In Usa sono 4 i milioni di bambini vaccinati, “più di tutta la popolazione pediatrica di quanta ne dobbiamo vaccinare noi. Non hanno nessun segnale importante, anzi, molti meno effetti collaterali rispetto alla popolazione tra 11 e 18 anni”.
Nella questione vaccini entra anche il dibattito sulla quarta dose. “Va valutata in base all’andamento dell’epidemia”, dice il virogolo Fabrizio Pregliasco, membro del Cts della Lombardia e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano.
Per i nuovi casi, in Italia nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 15.021, secondo i dati del ministero della Salute, 43 le vittime.
Da 15 giorni, dice all’ANSA Cesare Cislaghi, già presidente Associazione italiana di epidemiologia, i contagi da Covid in Italia “ormai crescono in maniera costante” con un indice di sviluppo medio giornaliero di 3,5% e da inizio pandemia “non si era mai vista una situazione così costante”, mentre, ed è un segnale incoraggiante, rispetto alla crescita dei contagi si è distaccata la proporzione relativa a terapie intensive e decessi “che crescono ma molto meno” per il fatto che tra i contagi ci sono anche diversi vaccinati che poi raramente hanno sviluppato la malattia grave. In questo quadro le regioni restano le sorvegliate speciali in vista delle festività.
“La Calabria ha superato la soglia del 10% delle terapie intensive (è all’11% circa) con trend di crescita, mentre è al 14,5% per i reparti ordinari, dove da 9 giorni subisce un’improvvisa crescita lineare con tasso di aumento pari a circa 0,39% al giorno. Di conseguenza entro martedì prossimo (giorno a cui di norma fa riferimento il monitoraggio settimanale del venerdì) si prevede che sia oltre le soglie per la zona gialla”, rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell’ Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Cnr secondo il quale si allontana, per ora, il rischio zona gialla per il Lazio che da 3-5 giorni sta recuperando terreno con un appiattimento di entrambe le curve dei ricoveri. La Lombardia martedì 14 dovrebbe avere i numeri da zona gialla.
Per il capitolo regioni, segnali di frenata nei ricoveri nelle due uniche attuali regioni in zona gialla: Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano che potrebbero evitare l’arancione.
La Calabria è attualmente la regione più vicina alla zona gialla mentre Lombardia, Marche, Veneto e Liguria potrebbero raggiungere valori da zona gialla nelle prossime settimane.
Intanto è caccia ai dati per poter formulare un indentikit della variante Omicron, in grado di darci risposte su come si comporta clinicamente e se ‘buca’ i vaccini.
Ci potrebbero volere forse 7 giorni o un paio di settimane.
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