5 x 1000
HomeNo Green PassIl leader No-Pass di Trieste è positivo

Il leader No-Pass di Trieste è positivo

Trieste. Un portuale intraprendente e convinto no vax e no pass, risulta positivo al Covid ma partecipa ugualmente alle manifestazioni: precauzioni e distanze non esistono e ‘chi si vaccina è ipocondriaco’. Il cavaliere errante cavalca la protesta dei portuali a Trieste, partecipa alle manifestazioni contro l’obbligatorietà della certificazione verde. E indomito, cerca di aizzare il […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Trieste. Un portuale intraprendente e convinto no vax e no pass, risulta positivo al Covid ma partecipa ugualmente alle manifestazioni: precauzioni e distanze non esistono e ‘chi si vaccina è ipocondriaco’.
Il cavaliere errante cavalca la protesta dei portuali a Trieste, partecipa alle manifestazioni contro l’obbligatorietà della certificazione verde. E indomito, cerca di aizzare il popolo dei lavoratori. Si chiama Fabio T., ha 41 anni e la sua storia combacia con le sue gesta e le sue parole.
Già pugile, già consigliere comunale con la Lega, che poi lo espelle, passa a Forza Nuova e da lì ancora, al Gruppo misto.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

La pandemia talvolta, nel suo viaggio ramingo contagia noi esseri umani, senza chiedersi se ci fa paura, se non ce ne importa niente di lei, di noi e degli altri, dei dati che narrano di oltre 130mila morti nel nostro Paese e 4.919.755 nel mondo al 21 Ottobre appena scorso.

Le cronache in queste giornate hanno riportato la divergenza di vedute tra portuali e alcuni No green pass, tale che, in diverse occasioni sono quasi arrivati alle mani, come quando il signor T. ha indossato arbitrariamente un giubbino del picchetto dei lavoratori portuali di Trieste e ha cercato di bloccare, di impedire l’ingresso ad alcuni di loro che volevano andare a lavorare.
Saranno proprio i portuali no green pass a fermarlo, perché pur convinti della loro scelta, non vogliono confondersi con persone e atteggiamenti che non li rappresentano.

Fabio T. ha rivelato la sua positività al Covid, attraverso il suo profilo Social, contagio riscontrato in due tamponi salivari.
Ora eseguirà anche il molecolare. Del resto i sintomi 39 di febbre, tosse, sembrano aver contagiato anche la moglie.

Ma il portuale non desiste, esce da casa, anche se non potrebbe (e dovrebbe), si unisce alla protesta dei compagni di lavoro e sostiene che in fondo è stata solo un’influenza provocata dall’acqua degli idranti usati dalla polizia per liberare il presidio dei manifestanti, a farlo raffreddare, complice la temperatura autunnale e umida di Trieste.

5 x 1000

Per l’uomo, che lascia i vaccini agli ipocondriaci senza Dio (?) il Covid è una truffa e sbeffeggia i vaccini, chiamandoli sieri magici.

E in fondo ognuno è libero di dire la propria opinione, ma non è libero, per una semplice questione di buonsenso, di mettere a rischio la salute degli altri, in un momento in cui è appena riaffiorata la speranza di poter uscire da questo incubo.

A meno che ognuno di noi possa pensare che gli altri non esistono, che non meritino tutela alcuna.
Il portuale risponderà a chi di dovere delle sue libere scelte che non aiutano i veri problemi che i portuali hanno fatto emergere in modo serio in queste giornate.

Il Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste, impegnato da giorni di un braccio di ferro con l’Autorità dello scalo friulano e la Prefettura, chiede che i tamponi siano forniti gratuitamente e che sia abrogato l’obbligo di esibire il green pass per recarsi al lavoro.

In una circolare, emanata dal Ministero dell’Interno si poteva leggere che “è stata condivisa l’esigenza di procedere, con il coinvolgimento della rete prefettizia, a un immediato monitoraggio dei dipendenti effettivamente sprovvisti della certificazione, interessando i datori di lavoro tramite l’Autorità di Sistema Portuale per disporre un quadro valutativo sulla possibile incidenza di eventuali defezioni dovute alla mancanza di green pass, tanto da rischiare di compromettere l’operatività degli scali”.

Nella circolare veniva quindi affrontato il tema della gratuità dei tamponi antigenici molecolari: “Nel corso della suddetta riunione – scriveva il ministero – si è raccomandato di sollecitare le stesse imprese perché valutino di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass, test molecolari antigenici o rapidi gratuiti”.

Insomma, tutti i lavoratori portuali degli scali italiani potrebbero usufruire di un tampone gratuito, il cui costo fino al 31 dicembre ricadrebbe esclusivamente sulle aziende che volessero farsene carico.

L’apertura del governo è arrivata per il timore che l’astensione dal lavoro di molti portuali possa causare una paralisi degli approvvigionamenti di merce in tutta Italia, ma va sottolineato che non è ancora arrivata una disponibilità delle imprese a sobbarcarsi il costo dei test.

Il no dei portuali di Trieste: “Si cancelli il green pass” La decisione del governo di invitare le aziende a fornire test gratuiti ai lavoratori portuali italiani potrebbe costituire una sorta di “precedente”, quasi un banco di prova in vista di un’eventuale estensione dei tamponi gratuiti anche ad altri settori.

Una nota inviata dal Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste rischia però di far deragliare la trattativa: “Ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”.

Non sarà semplice arrivare a un accordo, ma il conflitto in questo caso è aperto e civile. E ognuno potrebbe fare la propria parte per superarlo, nel reciproco rispetto.

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Trieste non è friulana ma giuliana
    Non parliamo friulano ma triestino, dialetto simile alla gran parte dei dialetti veneti
    In soldoni, siamo più simili ai veneziani che ai friulani anche se facciamo parte del Friuli Venezia Giulia
    Per il resto concordo con l’articolo anche se manca la notizia che il portuale, ex pugile, ha colpito una persona durante i picchetti

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE