Venezia, ultime bravate: la scalata dei monumenti (video) mentre i genitori applaudono

Chissà cosa passa per la testa alle persone quando arrivano a Venezia. Sarà un senso di impunità? O un frainteso sentimento percepito di come una realtà paciosa permetta il “tutto lecito”?

Da qualche parte ci sarà una ragione, una pulsione, se persone “normali” nella vita di tutti i giorni, appena arrivano in città si sentono protagonisti di un circo.

Sarà che nell’immaginario collettivo le “guardie” di Venezia (i vigili) sono figure con la panzetta che quando vedono un’infrazione si girano dall’altra parte?

Ma non è così, e dobbiamo modificare questa percezione errata perché viene meno l’effetto deterrente del timore delle sanzioni. E questo timore non interviene più neanche quando l’educazione dei genitori non arriva a frenare insani gesti.

Perché, diciamo la verità: quando noi si andava in vacanza con la famiglia era l’obbedienza ai genitori la prima barriera a fermare la maleducazione. Le labbra serrate di mamma o le occhiate gelide di babbo calmavano più di ogni minaccia successiva.

Video con gli smartphone, invece, ora. Sono cambiati i tempi. Sì, ma sono cambiate anche le persone se oggi i figli si arrampicano sui nostri monumenti fino a conquistarne la vetta per violarne l’altezza e i genitori comodamente seduti nel plateatico dell’hotel plaudono il primo che ci arriva schernendo gli altri che non ce l’hanno fatta.

Accade mercoledì sera. Orario 22.30 – 23.00. Due nuclei famigliari comodamente seduti al fresco del plateatico del grand hotel vicino, seguono con interesse la sfida tra i giovani che si lanciano nella scalata del monumento nazionale a Vittorio Emanuele II.

Viene attaccata prima la parete sud (foto sopra), ma il costone risulterà impervio, forse per le condizioni ambientali.
Viene attaccata quindi la parete est (foto sotto) della minacciosa montagna e l’impresa riesce.

Il video mostra che, alla fine, infatti, il più dotato ce la fa e raccoglie gli applausi e gli incitamenti della potestà genitoriale della sua squadra che ha seguito la sfida seduta con il drink in mano.

Questo vuol dire essere “ospiti” a Venezia? Incitare i figli ad arrampicarsi ad un’altezza che potrebbe essere comodamente il primo piano di una casa?

Signori, diciamocelo: qui ci si puliscono il didietro con i manifestini. Che siano quelli ufficiali della Giunta “#respect Venice” o che siano quelli attaccati con lo scotch sui muri di Castello “Turisti, rispettate i residenti”.

Gli “avvisi” hanno effetto solo sulle persone perbene, che hanno questo tipo di sensibilità. Ma non sono queste le persone che cammineranno con le chiappe di fuori per strada o che daranno la scalata ai nostri monumenti o si tufferanno dai ponti. Il “target” del messaggio è sbagliato.

Buzzurri, cafoni, maleducati: li abbiamo definiti in mille modi in un crescendo rossiniano di insolenze. Ora è il momento di educarli facendo capire loro che ad ogni azione corrisponde una reazione, senza tanto scomodare il comportamentismo.

Hanno pertanto ragione quei cittadini che invocano sanzioni pesanti. E’ vero che a causa di ciò si può diventare impopolari, perché poi il Tg sbatterà il caso limite in prima pagina, ma è proprio questo l’effetto che si deve auspicare: il messaggio di una Venezia in cui non si tollera più tutto passivamente lanciato con grande risonanza.

E bisogna fare presto, prima che questa o altre nuove imprese postate nei social video facciano nuovi emuli per sfide sempre più grandi.

I video dei turisti che si arrampicano sul monumento di San Zaccaria sono due e sono a questo link

Paolo Pradolin

Venezia, ultime bravate: la scalata dei monumenti (video) mentre i genitori applaudono

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Paolo Pradolin
Giornalista e conduttore radiofonico, una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Musica e teatro le sue passioni, con la sua Venezia sempre al primo posto di ogni avventura e esperienza

10 persone hanno commentato questa notizia

  1. Se il re galantuomo, approvando nel 1866 la legge fiscale sul “macinato del grano” di Piero Pazzi, gli avesse rubato qualcosa dei suoi averi monetari, ilfrutto della sua ruberia, è da ritenere estinto per effetto dell’avvenuta prescrizione democratica dei giorni nostri. Auguri a Piero Pazzi.

  2. Che figura di merda ha fatto il più agile dei giovani assalitori del monumento dedicato a Vittorio Emanuele II,meglio noto agli storici italiani come il re galantuomo!
    E’ arrivato ai piedi del cavallo, ma non è riuscito a spodestare il re e a mettersi al suo posto.
    Tanto valeva non tentare l’impresa e pagare il biglietto per visitare il Palazzo Ducale di Venezia, non molto distante dal monumento preso d’assalto.

  3. Provassero a farlo in Austria…….., è sempre la solita storia, con tutti i disoccupati che ci sono, cosa ci vuole a fare una bella squadra di volontari ausiliari, per controllare sti incivili?, na bella strigliata e a calci in c…!!

  4. Bell’articolo!!! Anche i veneziani però in fatto di maleducazione non scherzano, io pago le tasse per una città pulita che pulita non è mai stata. Una volta c’era la tassa sul cane, ora non più, adesso qualcuno tira su la cacca, la pipì la lascia sul muro e sul suolo che mi fa lavare i piedi specialmente quando piove e mi contringe agli slalom, inevitabilmente lascia una scia da tapparsi il naso. In una città dove a mio parere anche tenere un cane che ha bisogno di spazi per correre e di libertà è egoismo, figurarsi ora che è di moda adesso tenerne anche quattro a famiglia. Vada per l’esenzione di tassa per un cane da compagnia ma, se le risorse economiche possono permettere il mantenimento di 4 cani, spese mediche veterinarie ecc., possono permettere anche la spese di pagare le tasse per insozzare la città.

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