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Vettorel ancora detenuto, D’Inca (M5S) porta il caso in Parlamento

Fabio Vettorel deve tornare in patria. A chiederlo è il parlamentare bellunese del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà, che nella seduta della Camera tenutasi mercoledì ha portato nuovamente all’attenzione del parlamento lo stallo in cui versa la situazione del giovane feltrino. “Avevo già presentato una prima interrogazione il 25 luglio, chiedendo l’interessamento immediato del Ministro […]

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Fabio Vettorel deve tornare in patria. A chiederlo è il parlamentare
bellunese del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà, che nella seduta della
Camera tenutasi mercoledì ha portato nuovamente all’attenzione del
parlamento lo stallo in cui versa la situazione del giovane feltrino.

“Avevo già presentato una prima interrogazione il 25 luglio, chiedendo
l’interessamento immediato del Ministro degli esteri – ricorda D’Incà –
ma non ho ottenuto nessuna risposta in quell’occasione. È passato quasi
un altro mese senza novità e sono tornato a interrogare il Ministro,
sollecitando l’attivazione di ogni canale diplomatico per consentire
l’immediato ritorno in patria di Fabio e degli altri italiani”.

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Vettorel, diciottenne feltrino, e altri italiani sono detenuti in
Germania per aver partecipato alle manifestazioni del G20 di Amburgo del
6 e 7 luglio scorso. Nel corso della manifestazione era stata arrestata
anche Maria Rocco, di 23 anni, che è stata rilasciata dopo oltre un mese
di detenzione. I tempi della giustizia tedesca per Vettorel sembrano
invece molto lunghi.

“Non si può più restare in silenzio di fronte a questa situazione –
avverte il deputato veneto – abbiamo portato fin troppa pazienza anche
con le autorità tedesche. Sia dalle ricostruzioni giornalistiche, sia
dalle affermazioni dei legali la vicenda presenta dei lati oscuri
proprio in merito al comportamento delle autorità tedesche, che sarebbe
bene approfondire”.

D’Incà ha chiesto conto delle mosse del Governo durante l’intervento di
fine seduta di ieri, ricevendo l’impegno della presidente della Camera,
Laura Boldrini, a coinvolgere il Ministero degli esteri perché si prenda
una decisione in merito a questa vergognosa situazione.

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