Venezia sparisce dal calcio che conta: addio Unione Venezia

ultimo aggiornamento: 21/09/2016 ore 10:04

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Venezia sparisce dal calcio che conta, in compagnia di Reggio Calabria, di Real Vicenza e del Varese.
Venezia sparisce dal calcio assieme ad un bel pezzo di storia del calcio portato via in questa giornata afosa di luglio. Perchè oggi, martedì 14 luglio, era il termine fissato per presentare la fideiussione necessaria per integrare la domanda di iscrizione alla Lega Pro.
Termine scaduto, nessun ‘salvataggio’ in extremis, come si temeva.

Il 14 luglio diventa così la giornata in cui tanti tifosi perdono la propria squadra del cuore che lascia il calcio professionistico.


Unione Venezia, al terzo fallimento in dieci anni, è l’ennesima nobile decaduta, un po’ come la Reggina che ha cercato fino all’ultimo qualcuno che affiancasse il presidente Lillo Foti, ma anche in compagnia del Varese 1910.

“L’amarezza di dirigenti e dipendenti è tanta – scrive il Venezia, abbandonato dall’ex presidente russo Yury Korablin -. Fino all’ultimo abbiamo lavorato incessantemente producendo tutti gli incartamenti necessari per evitare questo triste epilogo”.

La crisi, in prima battuta, cancella così tante piazze storiche che, dopo l’ufficializzazione nel consiglio Figc in programma venerdì, dovranno ripartire dai Dilettanti.


Situazione in parte differente per il Real Vicenza: il presidente Lino Diquigiovanni aveva i mezzi per andare avanti, ma non voleva farlo in una città dove la concorrenza dei ‘cugini’ biancorossi che sono in B era troppo pesante.
Nessun acquirente si è fatto avanti e così ecco la rinuncia.

Delle 12 società che non avevano presentato la fideiussione si ‘salvano’ in extremis (salvo sorprese della Covisoc che potranno portare soltanto una penalizzazione di un punto e un’ammenda) il Benevento, l’Ischia Isolaverde, la Paganese, il Pisa 1909, la Lupa Castelli Romani, il Martina Franca, il Savona e la Vigor Lamezia, quest’ultime due coinvolte nell’inchiesta sul calcioscommesse ‘Dirty Soccer’.

Toccherà anche alla giustizia sportiva, infatti, delineare la griglia per la prossima stagione. Al momento, però, contando anche i club che non avevano presentato la domanda di iscrizione (Barletta, Grosseto, Monza Brianza e Castiglione), sopravvivono 52 società.

Per i ripescaggi i club di Serie D dovranno versare 500mila euro a fondo perduto: un altro ostacolo che mette in dubbio il raggiungimento delle 60 squadre previste dalla riforma che è a pieno regime soltanto da un anno.
Venezia, dunque, riparte dai dilettanti, proprio come si sono dimostrate essere alcune figure che si erano affacciate al calcio professionistico.

Paolo Pradolin

14/07/2015

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