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giovedì 09 Dicembre 2021

“Venezia è destinata a diventare un museo, fatevene una ragione”. Lettere

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"Venezia diventerà un museo a cielo aperto fatevene una ragione" inizia così il parere di un lettore che poi dà "la colpa" proprio ai residenti

Venezia è destinata a diventare un museo a cielo aperto, fatevene una ragione.
Il processo è irreversibile.

Lo vogliono gli amministratori locali e allo stato centrale non interessa nulla.
Come sindaco la prossima volta tanto vale eleggere il presidente della Confcommercio o della Federalberghi.

Gli altri colpevoli, però, sono i veneziani stessi.
Sono loro che hanno convertito le loro attività commerciali in paccottiglia per turisti.
Sono loro che hanno venduto le loro attività ai cinesi al posto che che ad altri veneziani perché offrivano un po’ di più.
Conosco personalmente commercianti che facevano parte dei comitati per la salvaguardia di Venezia che poi invece lo hanno fatto.

Il 99% di chi si ritrova un immobile da gestire a Venezia lo affitta a turisti invece che a famiglie di veneziani.
Quindi le colpe sono di tutti, nessuno si salva.

Mi resta solo una speranza che alcune zone rimangano il più a lungo possibile delle sacche di veneziani…. per ora l’unico sestiere che resiste un po’ di più è Cannaregio, con scuole, piscine, remiere, parchi, mercato e piccoli negozi.

Come un piccolo fortino dove si continuerà a parlare veneziano,  assediato da orde di turisti e circondato da infimi negozi di paccottiglia.

E’ la mia unica speranza.
Per il resto è già tutto deciso e irreversibile.

lettera firmata

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“Limitare il turismo per una ristretta parte di residenti di Venezia? Follia”. Lettere

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Redazione Venezia
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19 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Scusate io sono ligure anche se da qualche anno vivo e lavoro in provincia di Venezia dopo il ponte cioè in campagna. Anche in Liguria, si vive di turismo io abito il ponente ligure Imperia San remo. Anche noi mugugnamo quando vengono i milanesi però ancor grazie che vengono. Però m chiedo come mai tanti veneziani sono stati sfrattati ma non avevano un appartamento anche piccolo di proprietà? Perché hanno venduto? Erano forsi in tanti fratelli in famiglia rispetto ai liguri che invece non fanno figli e quindi ereditano le case? Pure domande?

  2. facciamo il punto
    a)il turismo è una merce come qualsiasi altro tipo, dalla classe politica è percepita anzichè come risorsa come un problema.
    b)la classe politica per ragioni storiche e ideologiche e per una profonda incompetenza non ha saputo gestirla e non la sà gestire
    c)che dopo il periodo Volpi Cini e Gaggia nessuno ha avuto uno straccio d’idea progettuale di cosa fare di Venezia e il turismo è stata la logica conseguenza
    d)il turismo per quanto sopra detto ha travolto tutto e tutti anche perchè è stato l’ultima e l’unica cosa che è permessa fare a Venezia a causa di una mancata progettualità e strategia a lngo termine.
    e) non è colpa del veneziano che sfrutta male o bene il turismo, la fonte di tutti i problemi che ha Venezia originano dai punti espressi sopra tutto il resto sono logiche conseguenza.
    e)

  3. secondo me io penso che:
    Il problema è complesso e serve fare chiarezza:

    1) ci sono veneziani, che nulla guadagnano dal turismo e si salvano per miracolo nel vivere qui, e quelli che definisco “venezianassi” che hanno prostituito Venezia, evaso il fisco (e continuano a farlo, come certe note categorie), e l’hanno svenduta per i soldi.

    Poi ci sono i non veneziani (multinazionali, albergatori, stranieri) che hanno comprato e sfruttato.
    Infine ci sono i farabutti che sono i politici che hanno consentito tutto questo, e qui non c’entra destra o sinistra: nessuno ha salvato Venezia! Solo promesse, voti e parole!

    2) è il mercato selvaggio del turismo e le leggi sulle locazioni affitti che porta alle attuali conseguenze:
    se un veneziano che ha dei figli e stenta a vivere a Venezia perde i genitori e li lasciano una casa, cosa ne può fare?
    a) affittarla, come sarebbe auspicabile, a dei residenti. Ma in questo caso guadagnerà meno, e se ne avrà bisogno per i figli, dovrà attendere anni prima di rientrarne in possesso, sempreché non gli capiti un farabutto che non gli paga l’affitto per anni, o, peggio, gliela occupa…
    b) affittarla a turisti con affitti brevi, guadagnando di più, e senza problemi di rientrarne in possesso in caso di bisogno per i figli o necessità di venderla.

    Ma è chi deve fare il “papà” (Comune, Regione, Stato) della città che deve stroncare questi “vizi” che rovinano la sua “famiglia” (i veneziani), che deve emanare norme, anche con la Legge Speciale, affinché queste storture che rovinano la città non siano più possibili.
    E questo lo può fare sia aumentando il patrimonio edilizio pubblico, sia penalizzando gli affitti turistici e detassando quelli residenziali, sia garantendo il rientro in possesso degli immobili locati a residenti in caso di necessità, sia limitando i turisti, bloccando l’apertura di nuovi alberghi e la vendita di appartamenti per diventare “dependance” degli stessi affittacamere!

    E invece i nostri “cari” politici:
    – hanno promesso per decenni, ma mai realizzato, il blocco dei cambi di destinazione d’uso degli appartamenti e il blocco delle trasformazioni a scopo turistico,
    – per liberare alloggi pubblici, anziché farne/acquisirne di nuovi, hanno modificato la legge che regola le locazioni pubbliche (L.R.39/2017) mandando in strada gente che aveva una decina di migliaia di euro in banca (magari dalla liquidazione, per garantirsi le spese della vecchiaia) perché “ricchi” (Isee maggiore di 35 mila euro),
    -non hanno limitato il turismo, anzi, l’hanno incentivato agevolando così la trasformazione di alloggi residenziali in strutture ricettive,
    – hanno regalato soldi della legge speciale (che erano una goccia nell’oceano dei prezzi) per l’acquisto (che pochi potevano permettersi) di una casa che dopo 20 anni avrebbero potuto vendere e magari diventava locazione turistica;
    – hanno regalato soldi ai proprietari attraverso il fondo sostegno affitto agli inquilini, che magari poi sono pure stati sfrattati,
    – non hanno stanziato finanziamenti adeguati consistenti per acquisire alloggi da destinare ai residenti (unico modo, nell’attuale mercato, per garantire la possibilità di un alloggio a Venezia a chi non è milonario).
    – hanno fatto una legge regionale proprio per consentire l’apertura di affittacamere (B&B) che ha dato il colpo di grazia alla città!
    IN POCHE PAROLE, UNA CITTÀ DOVE ARRIVANO MILIARDI DAI 30 MILIONI DI TURISTI ANNUI, NON È RIUSCITA A STANZIARE SOMME ADEGUATE E DECENTI PER SALVARE I SUOI ABITANTI…! PEGGIO DI COSI’…!

    3) la colpa dei veneziani (puri, non “venezianassi”) è solo quella di avere un brutto vizio: mugugnare, “ciacolare”, ma non fare nulla. E infatti non hanno manifestato platealmente tutti assieme, non si sono arrabbiati davvero, non hanno presentato candidati politici affidabili scelti tra di loro. Mentre io vedo fare il putiferio, rischiando anche la galera, per una partita di calcio, ma nulla per la loro città…! A quando “gli ultrà” per Venezia…?
    Spero prima che non sia troppo tardi: siamo quasi una “riserva indiana” (50 mila abitanti) e non vedo nessuno agire… Questa è la vera e unica colpa dei veneziani!

    Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano d.o.c. (che si è sempre battuto, anche da solo…)

    • Sottoscrivo tutto, caro professore (che conosco e stimo).
      Quando ho scritto “anche i veneziani sono colpevoli”, intendevo, infatti, tutti quelli che hanno avuto la possibilità di decidere se fare, con azioni concrete, del bene alla propria città.
      E nessuno di questi, quelli che lei chiama i “venesianassi”, ha scelto di rinunciare a qualcosa per amore di Venezia. Nessuno.
      Salvo poi essere i primi a lamentarsi delle invasioni e del degrado.
      Apprezzo la sua tenacia, ma io sono certo che il processo sia ormai irreversibile.
      Anche durante la pandemia, tutti a discutere come reinventare Venezia (nuovo polo studentesco, artigianale, nuovo centro culturale, limite assoluto di visitatori, ecc.) e poi….nulla.
      Restando nell’utopia, le faccio io una proposta provocatoria: possono visitare la città solo i turisti che abbiano prenotato un soggiorno, con relativo pass rilasciato dalle strutture ricettive verificate.
      Il pass sarà rilasciabile solo registrandosi in una apposito sito del comune (di conseguenza potranno farlo solo le strutture ufficiali e riconosciute).
      Per tutti gli altri c’è un ticket di 25 euro a persona (verificato con appositi controllori in giro per la città).
      E se la struttura ricettiva non è in regola, non ha nemmeno la possibilità di rilasciare il pass con la conseguenza per i visitatori di trovarsi a pagare, oltre al soggiorno, anche il ticket giornaliero.
      Ergo, con due piccioni una fava: limitato il numero dei visitatori e emersione di tutte le strutture illegali (segnalate dai turisti stessi).
      Risultato: al massimo ci sarebbero 30.000 turisti giornalieri (attuale numero dei posti letto ricettivi).
      Che ne pensa?
      E poi un’ultima considerazione che, però, è esemplificativa di come a nessuno dei nostri politici, di qualsiasi colore essi siano, interessa nulla della nostra città: ci sono centinaia e centinaia di case comunali sfitte.
      Se ognuna di quelle case fosse affittata a una famiglia (quindi 3, 4 o 5 persone) di colpo avremmo quasi 2.000 abitanti in più.
      E abitanti in più vuol dire anche negozi riconvertiti per loro (se vendo gondolette di plastica a 99 centesimi, e letteralmente sopravvivo, forse, con più abitanti, mi conviene aprire una cartoleria, un negozio di giocattoli, un panificio, ecc.)
      Un miglioramento è così evidente e a portata di mano che non applicarlo sottintende solo malafede.

      Saluti.

  4. Il problema è complesso e serve fare chiarezza:

    1) ci sono veneziani, che nulla guadagnano dal turismo e si salvano per miracolo nel vivere qui, e quelli che definisco “venezianassi” che hanno prostituito Venezia, evaso il fisco (e continuano a farlo, come certe note categorie), e l’hanno svenduta per i soldi.

    Poi ci sono i non veneziani (multinazionali, albergatori, stranieri) che hanno comprato e sfruttato.
    Infine ci sono i farabutti che sono i politici che hanno consentito tutto questo, e qui non c’entra destra o sinistra: nessuno ha salvato Venezia! Solo promesse, voti e parole!

    2) è il mercato selvaggio del turismo e le leggi sulle locazioni affitti che porta alle attuali conseguenze:
    se un veneziano che ha dei figli e stenta a vivere a Venezia perde i genitori e li lasciano una casa, cosa ne può fare?
    a) affittarla, come sarebbe auspicabile, a dei residenti. Ma in questo caso guadagnerà meno, e se ne avrà bisogno per i figli, dovrà attendere anni prima di rientrarne in possesso, sempreché non gli capiti un farabutto che non gli paga l’affitto per anni, o, peggio, gliela occupa…
    b) affittarla a turisti con affitti brevi, guadagnando di più, e senza problemi di rientrarne in possesso in caso di bisogno per i figli o necessità di venderla.

    Ma è chi deve fare il “papà” (Comune, Regione, Stato) della città che deve stroncare questi “vizi” che rovinano la sua “famiglia” (i veneziani), che deve emanare norme, anche con la Legge Speciale, affinché queste storture che rovinano la città non siano più possibili.
    E questo lo può fare sia aumentando il patrimonio edilizio pubblico, sia penalizzando gli affitti turistici e detassando quelli residenziali, sia garantendo il rientro in possesso degli immobili locati a residenti in caso di necessità, sia limitando i turisti, bloccando l’apertura di nuovi alberghi e la vendita di appartamenti per diventare “dependance” degli stessi affittacamere!

    E invece i nostri “cari” politici:
    – hanno promesso per decenni, ma mai realizzato, il blocco dei cambi di destinazione d’uso degli appartamenti e il blocco delle trasformazioni a scopo turistico,
    – per liberare alloggi pubblici, anziché farne/acquisirne di nuovi, hanno modificato la legge che regola le locazioni pubbliche (L.R.39/2017) mandando in strada gente che aveva una decina di migliaia di euro in banca (magari dalla liquidazione, per garantirsi le spese della vecchiaia) perché “ricchi” (Isee maggiore di 35 mila euro),
    -non hanno limitato il turismo, anzi, l’hanno incentivato agevolando così la trasformazione di alloggi residenziali in strutture ricettive,
    – hanno regalato soldi della legge speciale (che erano una goccia nell’oceano dei prezzi) per l’acquisto (che pochi potevano permettersi) di una casa che dopo 20 anni avrebbero potuto vendere e magari diventava locazione turistica;
    – hanno regalato soldi ai proprietari attraverso il fondo sostegno affitto agli inquilini, che magari poi sono pure stati sfrattati,
    – non hanno stanziato finanziamenti adeguati consistenti per acquisire alloggi da destinare ai residenti (unico modo, nell’attuale mercato, per garantire la possibilità di un alloggio a Venezia a chi non è milonario).
    – hanno fatto una legge regionale proprio per consentire l’apertura di affittacamere (B&B) che ha dato il colpo di grazia alla città!
    IN POCHE PAROLE, UNA CITTÀ DOVE ARRIVANO MILIARDI DAI 30 MILIONI DI TURISTI ANNUI, NON È RIUSCITA A STANZIARE SOMME ADEGUATE E DECENTI PER SALVARE I SUOI ABITANTI…! PEGGIO DI COSI’…!

    3) la colpa dei veneziani (puri, non “venezianassi”) è solo quella di avere un brutto vizio: mugugnare, “ciacolare”, ma non fare nulla. E infatti non hanno manifestato platealmente tutti assieme, non si sono arrabbiati davvero, non hanno presentato candidati politici affidabili scelti tra di loro. Mentre io vedo fare il putiferio, rischiando anche la galera, per una partita di calcio, ma nulla per la loro città…! A quando “gli ultrà” per Venezia…?
    Spero prima che non sia troppo tardi: siamo quasi una “riserva indiana” (50 mila abitanti) e non vedo nessuno agire… Questa è la vera e unica colpa dei veneziani!

    Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano d.o.c. (che si è sempre battuto, anche da solo…)

    • Banchetti della frutta a San Leonardo, banchetto del pesce ai piedi del ponte delle Guglie, 3 macellerie, negozi di vestiti per adulti e bambini, negozio di elettronica, 3 di telefonia, 4 supermercati, lavasecco, 2 enoteche, 3 negozi di detersivi, negozio di prodotti bio, erboristeria, fotografo, 2 fioristi, 3 panetterie, 3 ferreamente, sarte, pasticcerie, negozi di scarpe, di intimo, parrucchieri e barbieri, piscina, scherma, scuola di arrampicata, basket, calcio, tennis, yoga, scuola di disegno, 2 parchi, remiere, 2 palestre, asili, scuole elementari, medie e superiori, università, ecc.
      Il tutto raccolto in una unica zona.
      Cannaregio è, secondo me, il posto dove vivono più veneziani e di conseguenza la stragrande maggioranza delle attività commerciali è per i veneziani e non per i turisti.

      • …come vedete, Venezia può vivere anche senza turisti: c’è lavoro, negozi , servizi , insegnanti , artigiani, palestre ecc. come qualunque altra città “normale” .

  5. scusate, io da mestrino con genitori veneziani residenti da 60 anni a Mestre, io credo che la vera morte di Venezia e….Mestre sis stata la chiusura delle attività di porto Marghera. l’unica alternativa all’ economia turistica è la ripresa dell’attività industriale secondo schemi e progetti di un industria ecocompatibile e biotecnologie. Aziende a Marghera e sedi a Venezia e Mestre Il resto, l’indotto, verrà da sè gente con soldi che chiederà affitto. Aggiungo un grande progetto che superi i campanilismi e nazionalusmi : un grande porto che va da Koper a Ravenna colegato con strade e ferrovie il porto del nord Adriatico che serva l’europs centro orientale, un porto in concorrenza con Genova e i porti del Nord Atlantico. Gli altri colpevoli, inoltre, in questa storia, con colpe secondo me, più gravi dei politici è quella dei professori delle due università di Venezia e Padova da cui escono professionisti di tutti i tipi, umanisti e tecnicoscientifici Non hanno sviluppato un progetto uno sulla rinascita di una nuova città un8ca al mondo da proporre alla classe politica ed alla società. Nemmeno un progetto una visione bene o male che lo si veda quello del Mose

  6. Ormai la nostra VENEZIA xe museo, tratta’ sensa rispetto da le istituzion. Digo mi, ai mii concitadini: ghe de la colpa a le giunte de sinistra e mi che no ghe credo a la POLITICA ricordo che, non molto tempo fa’ ghe gera L’AUTORESTAURO per gli alloggi pubblici ma, qualchedun lo ga cava’, cusi’ la cita’ se svoda prima. Sbaglio dir che gera na legge regionale? Ande’ a veder de che legislatura e dopo se la contemo. Venezia xe marsa da soto, tubi, fogne e canali, da dove comincemo?

  7. Prendetevela con le giunte comuniste che da anni e anni negano case del comune ai residenti !! Altro che comercianti !! I ga fatto scampar via eori i Venexiani !! Altro che puttanae !! Mi so uno de quei che gavaria fatto carte false par viver e morir suea mia città !! Invense grassie a sti porsei me ga toccà esiliar!!

    • Bragoean come de ti, abito da quasi 20 anni aea Giudecca per…necessità. Meglio che a Mestre, ovviamente, ma sono stato pure io sbattuto fuori casa e allontanato dal mio amato luogo di origine. Da proprietari di casa non veneziani, ma milanesi. Che da allora affittano a studenti prendendo dieci volte più di affitto di quanto avrebbero potuto prendere da noi, famiglia normale di veneziani. In un certo senso, me sento anca mi in esilio

  8. Ovvio che concordo con quanto detto dal lettore, anche perché è evidente. la città oramai deve seguire il suo destino museale e anche gli addetti ai lavori (commercianti e soprattutto le guide) auspicano una città libera dagli autoctoni. Lasciamo i vari comitati illudersi nel discutere e manifestare come fare per invertire la rotta, personalmente sono scappato al Lido dove vivo felicemente facendo ogni tanto il turista a venezia e isole
    Beppe

  9. Io sono veneziana e residente, e amaramente devo dire di essere d’accordo con lo scrivente. Il primo male di Venezia sono stati i veneziani, ora credo anch’io, sia tardi per piangere….

  10. Gli altri colpevoli, però, sono i veneziani stessi.
    Mi dispiace ma non accetto assolutamente frasi come queste! Non tutti i veneziani sono commercianti.
    Ricordo a questa persona che la causa principale dello svuotamento di venezia è da imputarsi a una pluridecennale mancata politica abitativa a favore dei residenti e anche la liberalizzazione delle licenze ha fatto la sua parte. Se lui o lei conosce persone che si sono “vendute” ai soldi io conosco molti che se ne sono dovuti andare o sono stati letteralmente buttati fuori dall’appartamento in cui vivevano da decenni. E conosco tanti giovani coppie che avrebbero voluto farsi qui una vita, costruirsi qui un futuro e non hanno potuto farlo per mancanza di opportunità. Io sono una delle ultime giovani coppie che è riuscita a comperare casa in centro storico grazie ad un bando comunale a fine anni ’90. Mia sorella invece se n’è dovuta andare in terraferma 20anni fa perché non le hanno più rinnovato il contratto d’affitto. Consiglio di riflettere bene prima di sputare simili sentenze.

    • Naturalmente con “veneziani” si intende coloro che hanno potuto avere un impatto nella decadenza di Venezia.
      Quindi tutti quelli che con le loro azioni hanno causato gli stessi danni di cui poi sono i primi a lamentarsi.
      Come scritto si parla di commercianti, di lavoratori del turismo, di persone che si sono trovate a vendere o affittare case o negozi.
      Si parla di loro che, nei fatti, si sono comportati e si comportano come che di Venezia meno non gli può interessare.
      Che vendono e svendono al miglior offerente.
      Che con le loro azioni dimostrano esattamente l’opposto di quello che predicano.
      Non si intendeva certo dire che TUTTI i veneziani sono colpevoli! Che colpa può avere uno sfrattato? O una giovane coppia?
      Quindi, concludendo, intendevo i veneziani che con le loro azioni, alla fine, si sono rivelati ugualmente colpevoli ai vari politici che ci hanno portato in questa tristissima situazione.
      Saluti.

    • Giustissimo, AZ. Anche perché la vulgata comune ripete che i veneziani tout court si sono venduti al nemico, cosa vera solo in minima parte. La realtà è che la casta, la cricca di albergatori, ristoratori, ecc.ha spinto a mille sul pedale di un turismo di pessima qualità e di enormi numeri. Ma che colpa hanno tutti gli altri cittadini?

      • ….e i poveri artigiani. Bistrattati da sempre, proprio loro, i ministri della tradizione, i mestieri partimonio della storia. Orribili negozi vetro e neon non turbano la sovrintendenza
        Dove è la bellezz l:eleganza e i nostri prodotti unici che stridono con chi, nell’:anno disastroso anche x le calamità, ha lasciato la città. il veneziano si è dato da fare per fare rinascere la città dall’acqua Granda. Gli altri, per la maggioranza non veneziani e attenti al business, hanno mollato. Quando si ama il proprio luogo ci si da da fare, e questo si è visto e preghiamo che il mose vi sollevi e che allevi davvero una città provata
        Chi non ha provato non può capire
        Poi si è aggiunto il covid…

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