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Variante Indiana: un’ecatombe. Italia blocca arrivi, ieri sera ultimo volo

Per arginare il diffondersi della Variante Indiana il Lazio con il presidente Nicola Zingaretti ha chiesto di "bloccare i voli" dal subcontinente indiano, "sollecitando anche iniziative che coordinino a livello europeo gli arrivi".

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La variante Indiana sta provocando un’ecatombe in India, ma in queste stesse ore i voli dall’India sono stati liberi di atterrare in Italia. Ieri sono stati posti in quarantena 214 passeggeri arrivati in serata a Fiumicino.
214 passeggeri arrivati a Fiumicino da Nuova Delhi bloccati e dirottati a test e quarantena per arginare l’ultima, pericolosa variante del coronavirus.
Alcuni casi di positività sono stati scoperti tra loro.
Cinquanta passeggeri verranno dirottati nella cittadella militare della Cecchignola, gli altri in un Covid hotel sempre a Roma.
Ma il Lazio con il presidente Nicola Zingaretti chiede di “bloccare i voli” dal subcontinente indiano, “sollecitando anche iniziative che coordinino a livello europeo gli arrivi”.
Troppe migliaia di persone da controllare per la sola Regione dove si è già sulle tracce di circa 300 indiani arrivati prima dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che impone quarantena e test per i residenti di ritorno dall’India.
In serata, però, il ministro ha accolto la richiesta del governatore del Lazio ed ha inasprito le misure, con una nuova ordinanza che vieta l’ingresso, da qualsiasi punto di confine, a chi negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato o transitato anche in Bangladesh oltre che in India.
Il provvedimento inoltre, visto l’ulteriore aggravamento della situazione epidemiologica nei due Paesi, rafforza le misure di isolamento per le persone residenti in Italia autorizzate al rientro.

I numeri del Covid oggi in Italia
Il nuovo fronte dell’emergenza arriva nel giorno in cui l’Italia supera i 120 mila morti ufficiali per la pandemia, una cifra inimmaginabile per quasi tutti un anno fa.
Le vittime delle ultime 24 ore sono state ancora 344, troppe anche se si stagliano in un quadro di lento ma costante calo dei pazienti nelle terapie intensive e nei reparti ordinari (questi ultimi sotto quota 20 mila).
Il numero totale dei casi va verso i 4 milioni con gli oltre 13 mila tamponi positivi del giorno, una soglia ancora piuttosto alta.
Ai contagi e ai vaccinati sarà legato il destino della misura più contestata rimasta in vigore nella fase di riapertura iniziata il 26 aprile: il coprifuoco.
“Al momento è stato fissato alle 22 – ribadisce il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini – ma il decreto riaperture contiene un meccanismo secondo il quale ogni 15 giorni c’è un check” sull’andamento dei casi e delle immunizzazioni e quindi “siamo pronti gradualmente ad alzarlo alle 23, fino a toglierlo del tutto”.
Le Regioni sembrano invece allentare il pressing e non chiederebbero più una data precisa.
Se gli infetti sono ancora moltissimi – quasi 450 mila ‘attualmente positivi’ – e i casi quotidiani ben al di là della capacità di tracciamento dei contatti, sul versante vaccinazioni le cose vanno meglio.

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Situazione vaccinazioni
Oltre 13,2 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose, il 22,1% della popolazione.
Soprattutto il 66,6% degli over 70 – di gran lunga i più falcidiati – ha ora una protezione parziale o totale dal virus.
Si va verso i 5 milioni e mezzo di vaccinati integralmente, quasi il 10% degli italiani.
Le differenze tra le regioni sono però ancora molto marcate.
Nella fascia 70-79 anni, secondo i dati del ministero della Salute, Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna hanno somministrato almeno una dose al 64-67%, mentre Basilicata, Calabria e Sicilia sono tra il 38 e il 42%.
Sulla carta sarà difficile per queste ultime vedere un ulteriore allentamento delle misure a metà maggio.
La campagna vaccinale segna una media di iniezioni nell’ultima settimana di quasi 345 mila, mentre l’obiettivo sono sempre le 500 mila al giorno promesse dal commissario Francesco Figliuolo.

Lo sprint dovrebbe essere garantito dagli oltre 2 milioni di dosi di Pfizer-BioNtech distribuite alle Regioni, da altri 3 milioni attesi in una settimana e dai 15 milioni di maggio (da giugno 30 milioni al mese).
La missione è completare la copertura di anziani e fragili e far partire verso fine maggio la campagna di massa con gli under 60 (la Lombardia ha aperto le prenotazioni ai fragili di 55-59 anni).
Quasi 10 milioni di over 60 attendono però ancora la prima dose, secondo elaborazioni di Sky Tg24 su dati del ministero.
Il nodo è anche quali vaccini arriveranno e l’uso che se ne farà.
Ieri il generale Figliuolo ha ribadito che “AstraZeneca è idoneo per tutte le classi di età e che la raccomandazione per gli over 60 è legata al bassissimo numero di casi con eventi collaterali gravi registrati al di sotto di quell’età”.
Il controverso prodotto anglo-svedese potrebbe quindi trovare presto un’applicazione più ampia.

Redazione Venezia
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