Uomo sposato ricattato per una “scappatella in web”. Arrestata ricattatrice a Mirano

ultimo aggiornamento: 02/10/2020 ore 16:02

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Uomo sposato ricattato per una "scappatella in web". Arrestata ricattatrice a Mirano

Uomo sposato ricattato per quella che è stata definita una “scappatella in web” ma che ha preso dimensioni che non si potevano più controllare con squilli di telefono e richieste di denaro all’insaputa della moglie.

I Carabinieri della Stazione di Mirano sono intervenuti ed hanno posto fine al ricatto, che durava già da alcuni giorni, ai danni dell’uomo sposato residente nel padovano.
L’autrice del ricatto, una ragazza


residente a Mirano centro, è stata arrestata in flagranza di reato per estorsione.

L’attività d’indagine dei militari è partita dopo la denuncia presentata dall’uomo ed ha permesso di stroncare l’attività di E.A.N. , ragazza di 18 anni di origini nordafricane che, tramite un profilo su subito.it di offerte di lavoro, aveva instaurato un rapporto a distanza che era proseguito via chat privatamente in Whatsapp.

L’uomo aveva infatti fornito volontariamente il suo numero di cellulare pensando ad un ‘fuori programma’ eccitante, così la relazione “epistolare/elettronica” lentamente – messaggio dopo messaggio – è scivolata in un piano confidenziale di natura sentimentale.


L’uomo poi prendeva anche l’iniziativa ed ha proposto di passare del tempo assieme, non turbandosi, almeno inizialmente, nemmeno quando la ragazza gli chiedeva un compenso in cambio. Dopo una prima fase di contrattazione e un continuo scambio di messaggi, chiaramente all’oscuro dalla moglie, l’uomo però, giunto al dunque, si pentiva e dichiarava di volersi sottrarre all’accordo.

Da questo momento sono inziate

da parte della ragazza varie e continue richieste di denaro con la minaccia di rivelare il contenuto delle chat amorose alla moglie.
La richiesta iniziale è stata per la ragguardevole cifra di 1.000 Euro e il fedifrago virtuale, ormai irretito dalla minaccia e dalla paura di compromettere il matrimonio ha ceduto e si è spostato a Mirano per consegnare una busta contenente il denaro come da istruzioni della ricattatrice. La busta è stata quindi abbandonata in un cestino pubblico per poi essere recuperata fulmineamente dalla ragazza.

Ma i “rapporti elettronici” non si sono interrotti, almeno da parte della ragazza, che ha continuato a mandare messaggi che oscillano dalle offerte d’amore a nuove minacce di rilevare tutto. L’uomo, a questo punto, in preda al panico anche per il fatto che il telefono squillava spesso in momenti di normale vita famigliare ha realizzato di trovarsi dentro una macchinazione


che sfociava in un vero e proprio crimine.
Il pentito innamorato si è quindi rivolto ai Carabinieri, “vuotando il sacco” nel corso di una lunga e sofferta denuncia. Nel frattempo, puntuale come una rata di un mutuo, arriva la seconda richiesta di denaro: la ragazza chiede altri mille euro, con la medesima modalità di consegna.

Ma i Carabinieri questa volta predispongono il classico servizio di osservazione durante la consegna in una cornice di perfetta sicurezza.
L’uomo, come da istruzioni, abbandona la busta nel cestino come fosse un rifiuto, allontanandosi. Dopo qualche minuto, dal portone dell’abitazione giusto di fronte al posto, esce la ragazza che – guardandosi attorno con fare guardingo – recupera la busta.

I Carabinieri a questo punto, avendo ormai la certezza che si trattasse proprio della ricattatrice cercata, la bloccano prima che potesse re-infilare l’uscio di casa.

I successivi accertamenti sui primi mille euro


permettono di tracciare un pagamento elettronico, dovuto da quanto dichiarato dalla giovane all’”acquisto” di una patente di guida. Sono comunque in corso altri accertamenti per sondare altre dinamiche criminali e se le dichiarazioni non siano un mezzo per nascondere altri illeciti.

La responsabile è stata tratta in arresto per il grave reato di Estorsione aggravata e continuata e posta agli arresti domiciliari.

I Carabinieri ricordano


che bisogna tenere sempre alta l’attenzione sull’importanza delle “relazioni elettroniche”, evitando lo scambio in rete di dati verso soggetti non conosciuti personalmente in quanto informazioni che poi possono essere utilizzate in maniera indiscriminata e per gli scopi più disparati.

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