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Terrorista in fuga dopo strage di Parigi, Italia meta possibile

Terrorista in fuga dopo la strage di Parigi. Si tratterebbe dell’unico che non si è rivelato un kamikaze, un soggetto vivo e vegeto che è in fuga e da ieri sera è il ricercato numero 1 dalle polizie di tutta Europa. Definito: l’ottavo killer del gruppo che ha fatto strage a Parigi, si chiama Abdeslam […]

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Terrorista in fuga dopo strage di Parigi, Italia meta possibile

Terrorista in fuga dopo la strage di Parigi. Si tratterebbe dell’unico che non si è rivelato un kamikaze, un soggetto vivo e vegeto che è in fuga e da ieri sera è il ricercato numero 1 dalle polizie di tutta Europa.

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Definito: l’ottavo killer del gruppo che ha fatto strage a Parigi, si chiama Abdeslam Salah, ha 26 anni, è nato a Bruxelles ma è francese.

Il terrorista in fuga è un “Individuo pericoloso”, si legge nell’avviso di ricerca diffuso dalla polizia francese assieme alla foto.

Ieri sera è stata girata alle autorità di sicurezza italiane, come a tutte le altre polizie europee, la segnalazione di Salah.

In un primo momento si pensava che l’uomo fosse fuggito in Belgio, ma sembra che l’ipotesi sia caduta.
Non si esclude infatti che il jihadista si sia diretto verso un altro dei Paesi confinanti per trovare rifugio. E tra i Paesi confinanti ‘segnalati’ ci sono Italia, Spagna e Germania.

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Il Belgio comunque si conferma base di partenza e di rifornimento per il terrore che opera in Francia.
A Molenbeek, da dove Salah è partito per andare a colpire a Parigi, si era procurato le armi anche Amedy Coulibaly, killer del supermercato kosher di gennaio.

I ministeri dell’Interno francese e belga hanno deciso da oggi di lavorare in modo congiunto, anche se i primi risultati non sono stati spettacolari.

In particolare, colpisce il fatto che alle 8 del mattino di sabato, pur fermato dalla polizia stradale a Cambrai – in prossimità del confine belga – per un controllo insieme con il fratello e un altro uomo, Salah non sia stato trattenuto per un clamoroso errore nonostante l’uomo risultasse da ore come colui che aveva noleggiato la Polo nera dalla quale erano sbarcati i tre kamikaze che hanno puntato i kalashnikov contro il pubblico inerme di giovani che ascoltavano un concerto rock al Bataclan.

Raggiunta più tardi, nella Golf passata tranquillamente al confine belga, c’erano ormai soltanto il fratello di Abdeslam e l’altro uomo. Il ricercato era svanito nel nulla.

L’uomo aveva guidato la Seat nera dalla quale erano scesi i killer col kalashnikov a seminare vittime fra i ristoranti dell’est di Parigi, poi aveva depositato il fratello Brahim nel caffè di boulevard Voltaire dove – seduto al tavolo – si è fatto esplodere azionando la cintura da kamikaze.
Poi aveva parcheggiato l’auto in banlieue, a Montreuil, dove il veicolo è stato ritrovato questa mattina con tre kalashnikov all’interno.

In seguito il terrorista in fuga era stato raggiunto dal fratello accompagnato da un’altra persona, partiti alle 3 del mattino da Bruxelles con una Golf.

Il puzzle dell’azione terroristica di venerdì comincia a prendere così forma: del primo gruppo di kamikaze, quello del Bataclan, si conosce da ieri il nome di Ismael Omar Mostefai, francese, 29 anni, un soggiorno in Turchia nel 2013.

Del secondo, i tre kamikaze dello Stade de France, si conoscono Bilal Hadfi (viveva in Belgio e aveva combattuto in Siria con l’Isis) e Ahmad al Mohammad (presunto siriano entrato in Europa da rifugiato, ma la sua identità non è certa); nel terzo gruppo c’era il super ricercato Abdeslam Salah, il fratello Brahim morto suicida al ristorante, e forse un terzo uomo.

La polizia francese continua a interrogare le sette persone della famiglia di Moustefai per cercare ogni indizio utile e ormai ha in mano diversi elementi per risalire a complicità e appoggi logistici.

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