Terra e Acqua 2020 scrive all’UE: “Privati dei diritti della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”

ultima modifica: 17/09/2020 ore 08:50

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(Riceviamo e pubblichiamo).

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Referendum velenoso, anche le matite sotto accusa

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La città di Venezia priva noi, cittadini dell’Unione Europea residenti a Venezia, dei diritti previsti dall’articolo 40 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Con una lettera alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, abbiamo segnalato una grave violazione dell’articolo 40 e della direttiva 94/80/CE.


Di fatto viene negato il diritto di votare alle elezioni comunali a noi cittadini UE residenti nel Comune di Venezia.

Nessuno di noi cittadini dell’UE a Venezia è stato informato dal Comune del fatto che, per poter esercitare il diritto di voto, è necessario essere iscritti in una lista elettorale. Non c’erano avvisi pubblici a Venezia, né notificazioni per posta (come cinque anni fa, prima che l’attuale sindaco entrasse in carica, quando noi cittadini europei siamo stati informati per lettera del nostro diritto di voto). Per le elezioni comunali di Venezia del 20 settembre 2020, il termine per l’iscrizione nelle liste elettorali è scaduto il 10 agosto 2020.

Gli aventi diritto (cittadine e cittadini UE non italiani, maggiorenni e residenti) che di fatto sono stati privati di ogni informazione utile sono oltre 10.000, nel territorio comunale di Venezia.

Come cittadine dell’Unione europea, troviamo intollerabile che noi cittadini UE del Comune di Venezia siamo stati privati del nostro diritto fondamentale – di fatto veniamo trattati come cittadini di serie B. Di fatto a noi viene impedito di esprimere le nostre opinioni e di prendere decisioni politiche. Questo è tanto più grave quando accade in una città internazionale come Venezia, dove molti cittadini dell’UE vivono e partecipano attivamente alla vita cittadina. Siamo state contattate da innumerevoli concittadini UE che sono costernati per non essere stati informati di doversi iscrivere ad una lista di elettori.

Con un certo stupore abbiamo appreso (Corriere della Sera 11 settembre) che il sindaco uscente Luigi Brugnaro aspetta solo il risultato delle elezioni per volare dalla presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen: “All’Europa chiediamo che continui di avere un occhio di riguardo”. Leggiamo inoltre che Ca’ Farsetti ha già pronto progetti per quasi quattro miliardi: “Riusciremo a portare a casa risorse per questa città”.

Ci vuole coraggio chiedere soldi dall’Europa e nello stesso tempo non rispettare le leggi fondamentali europei.

Venezia è al centro dell’attenzione mondiale (UE, Unesco ecc.) ma il sistema di base democratico sotto questa amministrazione rivela delle lacune fondamentali.

Petra Reski (cittadina tedesca residente a Venezia, Mariana Prangachi, cittadina romena, residente a Venezia) nonché candidate al consiglio comunale per la lista Terra e Acqua 2020

Articolo 40
Diritto di voto e di eleggibilità̀ alle elezioni comunali
Ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità̀ alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

Direttiva 94/80/CE del Consiglio del 19 dicembre 1994 stabilisce le modalità̀ di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità̀ alle elezioni comunali per i cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza.

L’articolo 8 prescrive che “Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per consentire all’elettore di cui all’articolo 3 di essere iscritto nelle liste elettorali in tempo utile prima della consultazione elettorale”.
E a norma dell’articolo 11: “lo Stato membro di residenza informa, in tempo utile e nelle forme appropriate, gli elettori e gli eleggibili di cui all’articolo 3 delle disposizioni relative all’esercizio del diritto di voto e di eleggibilità̀ vigenti in tale Stato”.

(foto da archivio)

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Una persona ha commentato

  1. Cara Signora, dice un vecchio adagio “a pensar male ci si azzecca sempre”, forse no, ma nella città dei privilegi, se quanto dichiarato da Lei, a ragione è “essere privati di DIRITTI FONDAMENTALI” pensi che VIOLAZIONE E NEGAZIONE E’, una ri-selezione (14 maggio 2018) e conseguente graduatoria di ex lavoratori, fatta con una domanda verbale per assumere personale che ha scavalcato chi era in graduatoria di concorso, e che VIOLAZIONE E PRIVAZIONE DEI DIRITTI COSTITUZIONALI, il passaggio di padre in figlio della discutibile LICENZA DI GONDOLIERE a seguito DELIBERA, proprio in tempo di CAMPAGNA ELETTORALE e la presentazione di un rappresentante della categoria come CANDIDATO CONSIGLIERE. Siamo nella città delle BEFFE dove tutto è ormai possibile, l’impossibile è solo la DIFESA DEI DIRITTI CIVILI-GIURIDICI-LEGISLATIVI-COSTITUZIONALI. La natura dei veneziani è quella di non esporsi pubblicamente, sono molto pochi colori che protestano pubblicamente. Brava signora, si spera che la mentalità cambi.

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