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Cos’è successo a Radio Maria? Il messaggio ‘Terremoto mandato da Dio per unioni civili’

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Cos'è successo a Radio Maria? Il messaggio 'Terremoto mandato da Dio per unioni civili'

Riassunto. Ieri.
Padre Fanzaga, direttore di Radio Maria, viene accusato di aver detto durante le sue trasmissioni che il terremoto è mandato dal castigo divino, a causa dei matrimoni gay, le unioni civili, ecc.

Ne nasce un putiferio e il giorno dopo la redazione di Radio Maria “smentisce categoricamente che padre Livio Fanzaga abbia pronunciato le parole attribuitegli riguardo ‘il terremoto che sarebbe colpa delle unioni civili”. Queste le parole scritte sul sito dell’emittente cattolica dopo che sui media è scoppiata la polemica per la trasmissione andata in onda domenica scorsa, nel giorno della forte scossa di terremoto in cui si parla di “castigo divino”, collegando il sisma con le leggi sulla famiglia. La frase non può essere stata pronunciata da Padre Fanzaga perché: “Fra l’altro – precisa però la dichiarazione della redazione dell’emittente – il 30 ottobre scorso, domenica, padre Livio non aveva nessuna diretta su Radio Maria”.

Salta fuori la registrazione della diretta radiofonica da vari siti in cui si sente: “dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace… Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino”.
Le parole sono pronunciate da un conduttore, il teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, commentano il terremoto come «castigo divino» per «azioni commesse oggi dalla nostra società» come le unioni civili.

Radio Maria allora precisa che “le espressioni riportate sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo”.

Interviene allora il Vaticano che condanna le affermazioni andate in onda: “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede”, deplora mons. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, interpellato dall’ANSA. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo”. “I terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa”.

Oggi
Le parole dell’arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto e quindi numero due della Segreteria di Stato vaticana dalle colonne del Corriere: «Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco, specie nell’anno giubilare», dice il Sostituto: «Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore». Padre Cavalcoli, docente emerito di Teologia dogmatica nella facoltà teologica dell’Emilia-Romagna, ha fama di ultrareazionario. Perché, si chiedono Oltretevere, gli hanno dato un microfono? Nell’emittente ora si mormora che «ha avuto problemi anche con i domenicani». E si garantisce che «non parlerà mai più ai nostri microfoni».

Che monsignor Becciu parli di offesa ai credenti e scandalo per i non credenti è significativo. Dev’essere chiaro a tutti: le parole sul castigo divino «sono datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo», scandisce Becciu: «Gesù ci ha rivelato il volto di Dio amore, non di un Dio capriccioso e vendicativo: questa è una visione pagana, non cristiana».

Mario Nascimbeni

05/11/2016

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