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Separazione Venezia Mestre provoca crisi nella maggioranza di Brugnaro

Sullo sfondo, ma ben chiaro nel contraddittorio politico, emerge la questione referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre ambita dalla Regione Veneto e respinta dal Sindaco Luigi Brugnaro.

Si sa, il Sindaco è contrario alla separazione e del resto in questo senso si sono già espressi, in più tempi, i veneziani. La Lega si sente con il cerino in mano, e nell’ombra, non sa bene dove andare.
L’incontro istituzionale a Ca’ Loredan di ieri, pur privo della presenza del Sindaco, ha messo in luce la difficoltà dei rapporti in Consiglio comunale e la crisi che negli ultimi tempi sembra investire i rappresentanti della Giunta.

Come dire che la luna di miele delle intese sembra offuscata e che le dimissioni dell’Assessora leghista al Commercio Francesca Guzzon hanno aperto con un punto interrogativo sui rapporti che intercorrono fra i fucsia e la Lega (anche se Maurizio Crovato, capogruppo della Lista del Sindaco, ha attribuito le dimissioni a motivi di carattere personale), in virtù delle spinte della Regione che sembra risoluta nel pretendere il referendum separatista.

Poche le spiegazioni da parte dei consiglieri leghisti , che escludono spaccature interne , ma le opposizioni premono, vogliono comprendere quali siano gli indirizzi politici della Giunta, i patti rispettati o violati, gli accordi e le prospettive. Una fila di domande rimaste per lo più prive di risposta, rivolte dai rappresentanti del Pd, della lista Casson, e del Movimento 5 Stelle.

Per Giovanni Giusto, delegato del Sindaco alla Voga e Tradizioni, non esistono problemi politici con il Sindaco, ma altre voci e rappresentanze regionali chiedono incontri urgenti con la Giunta comunale per chiarimenti necessari e non più rinviabili. Ancora il referendum alle porte, fra approvazione e ricorsi di illegittimità, la città metropolitana, la vecchia ruggine di Chioggia (Brugnaro non aveva appoggiato il candidato della Lega), patti non rispettati e altre questioni ancora.

Una tenuta sulle sabbie mobili delle partite e contropartite, sembra orientare le ragioni dei futuri legami fra Sindaco e Lega, che richiamano il programma stesso della Giunta dopo l’elezione di Luigi Brugnaro, alla luce della sua attuazione o delle sue mutazioni. L’ago della bilancia sembra essere in assoluto il referendum separatista e le sue implicite connessioni con il destino di Venezia e della sua terraferma.

Andreina Corso

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