Identificato assassinato all'argine del Po, lavorava al bar della stazione di Padova

Dopo essere stato in un primo momento imputato di omicidio colposo per aver sparato a un uomo nell’estate 2015 al termine di un inseguimento nei campi tra il nel padovano e il rodigino, un maresciallo dei carabinieri è ora accusato di omicidio volontario.
Lo ha deciso il pm di Rovigo Fabrizio Suriano che conduce le indagini sulla morte di Mauro Guerra 33 anni, avvenuta a Carmignano Sant’Urbano (Padova).

Il maresciallo, Marco Pegoraro da poco al comando della locale stazione dei carabinieri, era intervenuto assieme a un vice brigadiere a casa dell’uomo, laureato in Economia appassionato di body building ma con un carattere irascibile conosciuto come persona ‘disturbata’, che quando andava in escandescenza offendeva e minacciava sorella e madre.

Secondo l’accusa i militari si presentarono all’abitazione di Guerra annunciando di dover operare un Tso che alla luce delle indagini, come indicano i quotidiani locali, non ci sarebbe stato.

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Fuggito in mutande da una finestra l’uomo era stato bloccato e ammanettato dal secondo carabiniere che aveva però dovuto subirne la violenta reazione rimanendo gravemente ferito.

Proprio per soccorrere il collega il maresciallo intervenne esplodendo in aria tre colpi di Berretta semiautomatica ed un quarto al fianco della vittima.

Alla luce dell’inchiesta il pm ha ritenuto che l’intervento del maresciallo non fosse mosso dall’intenzione di salvare il collega che, pur ferito, non sarebbe stato in pericolo di vita.

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