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martedì 15 Giugno 2021

Rosso Parigi – L’intima storia della musa di Manet

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rosso parigi

I romanzi d’arte hanno sempre un fascino particolare. Ti inseriscono in un mondo magico, dove le pennellate dei protagonisti viaggiano in parallelo con le penne(late) dell’autore, creando, la maggior parte delle volte, un quadro coinvolgente ed immersivo.

Ma se la maggior parte delle volte siamo davanti ad una sorta di biografia romanzata, con Rosso Parigi di Maureen Gibbon, edito da Einaudi, siamo davanti a qualcosa di diverso, ma ancora più affascinante.

Parigi, 1862. Una ragazza con dei provocanti stivaletti verdi è ferma davanti a una vetrina. Sul suo blocco sta disegnando il gatto che dorme dentro la bottega quando l’avvicina un uomo, misterioso e affascinante, che la fissa. Poi le chiede se può prendere in mano il disegno e con pochi tratti sicuri riesce a infondervi la vita. Lui è Édouard Manet, lei Victorine Meurent. Il loro incontro – questo incontro – cambierà la loro vita e la storia dell’arte mondiale. Per sempre.

Gibbon non parte a raccontarci l’intera esistenza di Victorine e nemmeno quella di Manet, ma apre il sipario (la sensazione è proprio quella) immediatamente sul loro primo incontro, immergendoci nella storia e raccontando tutto il contorno mano a mano che si prosegue nella lettura. Questa tecnica permette di immergersi nel periodo a due piedi, e grazie ad una narrazione dettagliata, a percepire sulla nostra pelle odori e sensazioni. L’odore della fabbrica, il profumo sul collo di Manet, l’odore della pelle dopo aver fatto l’amore che si fonde con quello dei colori, si depositano sulla nostra pelle, trasformando in voyeur e testimoni di questa storia d’amore, dove il romanticismo si palesa non nella maniera furba di molti autori per attirare lettori, ma in maniera reale, viva, vera e a modo suo.

Le mano di Gibbon ci guida in un gioco di seduzione di altri tempi, dove pensieri, paure e sogni, si fondano in una Parigi che sta per incontrare non solo i nudi di Manet (dalla Olympia alla Colazione sull’Erba), ma anche il naturalismo di Zola e Baudelaire, un mondo dove le donne intraprendenti come Victorine riescono a gestire la loro vita, a sfuggire ai genitori, e ad amare senza pudore, lasciandosi ritrarre nude, mostrando sulla carta i segni delle loro incertezze, ma anche delle loro voglie.

Rosso Parigi è un libro intenso, emozionante, nudo e crudo, che riesce, con le parole ad apririci un mondo lontano, donandoci profumi e lezzi, di una delle epoche più interessanti dell’arte.

Sara Prian

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