Al ristorante ebraico la bimba di 8 mesi non può mangiare la sua pappa, genitori se ne vanno in trattoria

ultimo aggiornamento: 07/07/2015 ore 18:40

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ristorante ebraico kosher venezia VTVE
In Ghetto, al Ristorante Ebraico Kosher, si può provare la tipica cucina che rispetta le regole alimentari della Torah, tra cui la ferrea separazione tra carne e latticini che non possono essere mangiati e consumati insieme.
Nello stesso ristorante, come riportato dalla Nuova Venezia, hanno però vietato ad una bimba di appena 8 mesi di mangiare la sua pappa portata, ovviamente, da casa.
Il tutto è successo giovedì e a raccontare la vicenda sono stati gli stessi genitori dalle pagine del giornale: «La nostra figlioletta era affamata. Siamo ancora basiti. – raccontano – Arrivati nel locale ci hanno portato il menù e il seggiolone dove abbiamo fatto sedere la nostra piccola Ester. Da casa dentro un thermos, come di consuetudine facciamo e fanno tutti, avevamo portato la sua cenetta. Nel mentre mi apprestavo ad aprire il contenitore si è avvicinata una cameriera chiedendoci cosa c’era dentro».
Alla risposta “pappa col pomodoro” la cameriera ha insistito per sapere gli ingredienti: acqua, pane e un po’ di formaggio grana. «Apriti cielo! Dentro c’era un po’ di formaggio, un derivato del latte. Vietato nella cucina kosher. Conosciamo il Gam Gam. In passato, quando non c’era Ester, ci abbiamo pranzato alcune volte. A dir la verità pensavamo che i bimbi fossero esentati da queste regole».
La cameriera ha quindi detto che non potevano nutrirla dentro il locale, perché il Rabbino, che è il titolare, si sarebbe arrabbiato.
«Ci hanno proposto di contattarlo affinché facesse un’eccezione autorizzandoci ad alimentare Ester in un tavolo del plateatico, ma non volevamo disturbare ulteriormente». Così la decisione di andare a mangiare in una trattoria lì vicino.
Contattati dalla Nuova Venezia, i camerieri hanno confermato l’accaduto: «Cosa si lamentano queste persone? E’ una cosa religiosa. Le regole della cucina ebraica vanno rispettate. Inoltre non capiamo perché quei genitori hanno prenotato online con MiSiedo, un portale che non fornisce informazioni corrette. Bastava fare una telefonata al nostro locale. Infine il titolare è il Rabbino, è lui che dà i permessi. Lo abbiamo proposto a quei genitori. Hanno preferito andarsene».

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