14 C
Venezia
venerdì 15 Ottobre 2021

Quarti di Finale a Roma: gli inglesi non dovrebbero ma arrivano lo stesso

HomeEuropei di calcioQuarti di Finale a Roma: gli inglesi non dovrebbero ma arrivano lo stesso

Argomenti dell'articolo
→ Campionati Europei di calcio → Quarti di Finale → Inghilterra - Ucraina → Tifosi inglesi
lettura: da uno a due minuti

Sabato nella capitale i quarti di finale tra Inghilterra e Ucraina, ma per chi arriva dal Regno Unito è previsto un isolamento obbligatorio di cinque giorni. A Londra dicono: non partite, ma sono molti i tifosi pronti a sfidare le regole.
Sabato allo stadio Olimpico è infatti prevista Inghilterra-Ucraina, partita dei quarti di finale degli Europei 2021.
Ma sullo sfondo ci sono le precauzioni sanitarie, le verifiche, il numero dei tifosi in arrivo da Londra, gli espedienti concepiti per eludere i controlli.
La situazione è seria data la recrudescenza della pandemia nel Regno Unito. Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ha convocato il comitato provinciale ordine pubblico e sicurezza dove siedono i vertici delle forze dell’ordine, il questore Mario Della Cioppa e i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza. È previsto, poi, un tavolo tecnico in questura.
E c’è da dire che i sudditi di sua maestà non stanno prendendo molto sul serio le precauzioni in ambito sanitario: i giornali inglesi scrivono addirittura come aggirare i divieti.

I fan inglesi cercano la scappatoia per raggiungere Roma mentre i tabloid istigano e scrivono: “Ecco come aggirare i divieti Covid: in macchina…”. Questa la situazione.
E così, a dar retta al Sun, tabloid simbolo del sensazionalismo mediatico d’Oltremanica, i pirati isolani degli spalti ci proveranno comunque. Anzi, ci stanno già provando.
In barba ai divieti, agli avvertimenti e agli “sconsigli” – moltiplicati in queste ore a pioggia da parte delle autorità italiane, ma anche da quelle britanniche – l’idea di Steve (nome di fantasia) e di altri tifosi inglesi insofferenti alle regole è stata quella di mettersi in macchina per attraversare la Manica a bordo di un ferry e provare a raggiungere Roma (senza farsi notare) in tempo per il quarto di finale di sabato in programma nell’Urbe fra i Bianchi di Gareth Southgate e l’Ucraina: nella convinzione di riuscire a intrufolarsi all’Olimpico aggirando le restrizioni dell’emergenza Covid, le norme italiane, i controlli annunciati e il buon senso.
Piccoli drappelli anche nel peggiore degli scenari, per carità. Ma sufficienti, se le indiscrezioni dovessero rivelarsi fondate, a suscitare allarme.
Tenuto conto dei numeri del rimbalzo di contagi alimentato dalla minacciosa variante Delta che ha investito nelle ultime settimane il Regno Unito (pur senza impattare finora nella stessa misura su morti o ricoveri, grazie all’efficacia dei vaccini somministrati sull’isola a livelli record) con nuovi picchi oltre i 20.000 casi al giorno.

Uno spettro che ha già colpito quasi 2000 supporter scozzesi spostatisi a Londra nei giorni scorsi in occasione di Inghilterra-Scozia.
E che preoccupa l’Ue al punto da far invocare con crescente irritazione verso l’Uefa – Germania e Italia in testa – finanche il possibile trasferimento in extremis dello semifinale e delle finale da Wembley: dove il governo di Boris Johnson è pronto ad autorizzare malgrado tutto oltre 60.000 accessi per le sfide cruciali di Euro2020 fra il 6 e l’11 luglio.

Una preoccupazione che non sembra tuttavia sufficiente a indurre alla prudenza i più scalmanati tra i sostenitori della nazionale dei Tre Leoni: ingolositi dal trionfo degli ottavi sui tedeschi, eterna bestia nera sui campi di football, e speranzosi questa volta davvero che la coppa possa alla fine “tornare a casa” nel Paese che allo sport più popolare del mondo ha dato i natali.

Quasi istigati a provarci dai titoli della stampa popolare, gli irriducibili potrebbero giocare fra l’altro la carta dell’ingresso in Italia consentito senza quarantena a coloro che dichiarano di dover entrare nella Penisola per “motivi di lavoro” impegnandosi a trattenersi per non oltre 36 ore.
Scappatoia che del resto non varrà per entrare allo stadio, ammesso che qualcuno ci caschi, come si è affrettata a chiarire l’ambasciata d’Italia a Londra in una nota – dettagliata quanto categorica – indirizzata ai media locali in forma di monito: come una sorta di ultimo avviso.

Chiunque arrivi a Roma dall’isola in questi giorni non sarà ammesso all’Olimpico per Inghilterra-Ucraina – vi si legge – “anche se in possesso di un biglietto”.
E i controlli ai tornelli d’accesso, come ai confini o per strada, saranno rafforzati.

sponsor

 

Il divieto, si precisa, vale infatti per tutti coloro che negli ultimi 14 giorni siano stati nel Regno: “A prescindere dalla loro nazionalità o residenza” e senza eccezioni.
Allo stadio – taglia corto la sede diplomatica, in toni riecheggiati in tv dall’ambasciatore Raffaele Trombetta in persona – potrà entrare solo chi sia in grado di dimostrare d’essere arrivato in Italia almeno 6 giorni prima, d’aver trascorso 5 giorni in quarantena e di essersi sottoposto ai test prescritti con esito negativo. Chi fosse pescato in difetto, è il messaggio finale, sarà “punito” secondo la legge italiana.

Confermati controlli in aeroporti e stazioni ferroviarie della Capitale per monitorare l’arrivo di tifosi dall’Inghilterra.
Confermato blocco della vendita dei biglietti con annullamento dei tagliandi venduti dal 28 giugno e verifiche attente agli ingressi dell’Olimpico e nelle fan zone.
L’Italia si prepara con la massima l’attenzione per la partita di sabato all’Olimpico, come noto alla luce dell’allarme per la variante Delta che anche oggi ha fatto registrare un gran numero di contagi in Gran Bretagna, 28mila, a fronte di appena 22 morti e numeri ridottissimi nelle terapie intensive risultato della campagna vaccinale.

Saranno potenziate anche le verifiche nelle zone della movida e nei luoghi di attrazione della Capitale. Confermato il contingentamento degli accessi con i varchi in alcune piazze come Campo dè Fiori, Fontana di Trevi e piazza di Spagna.
Intanto la Uefa, su proposta del Dipartimento di Pubblica sicurezza, ha disposto il “blocco inderogabile della vendita e della trasferibilità dei biglietti entro le ore 21 di oggi e l’annullamento dei tagliandi venduti ai residenti nel Regno Unito a partire dalle ore 00 del 28 giugno”.
Sono stati disposti rigorosi controlli per verificare il puntale rispetto del provvedimento emesso dalla Uefa.
Le ultime misure di controllo e monitoraggio saranno messe a punto domani in un tavolo tecnico in questura.

Nonostante le autorità inglesi nelle scorse ore abbiano già avvisato le migliaia di supporter che si erano messi in cerca di un biglietto con un perentorio “Non andate a Roma“, non è possibile escludere che gruppi di supporters tentino comunque di raggiungere la capitale nelle prossime ore cercando di aggirare i divieti.

(foto da archivio)

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Data prima pubblicazione della notizia:

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Please enter your comment!
Please enter your name here

NOTIZIE DELL'ARCHIVIO DEL GIORNALE COMMENTATE DAI LETTORI QUI SOTTO

pubblicità
spot
Advertisements