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lunedì 25 Gennaio 2021

La prova del Mose nel dettaglio. I valori di marea registrati prima e dopo

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mose barriere 10 luglio 680

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Venezia, venerdì 10 luglio 2020, ore 12.25: tutte le paratoie si sono alzate, il Mose di Venezia è in funzione. La laguna per la prima volta della sua storia è ‘separata’ dal mare.

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Più di un chilometro e mezzo di paratoie si sono alzate per isolare il mare dalla laguna. Il Mose, il sistema di 78 ‘scudi’ mobili destinati a cancellare l’incubo della marea che ha travolto troppe volte Venezia, ha avuto oggi il primo test ufficiale davanti al premier Giuseppe Conte e ai ministri Paola De Micheli e Federico D’Incà.

Con loro, i sottosegretari Achille Variati, Andrea Martella, Pier Paolo Baretta, il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco Luigi Brugnaro.

Proprio il presidente del Consiglio, insieme al progettista Alberto Scotti, ha premuto il ‘bottone’ che ha messo in moto la maxi opera idraulica dalla control room sull’isola artificiale che divide la Bocca di Porto del Lido.

“La prova è perfettamente riuscita”, ha detto Scotti dopo 90 minuti dall’avvio del sollevamento delle paratoie. E che il Mose funziona lo hanno certificato anche i ‘guardiani’ della laguna, ovvero gli esperti del Centro maree di Venezia i cui strumenti, intorno alle 12.30, quando tutte e tre le bocche di porto erano chiuse dalle paratoie, hanno riscontrato uno scarto di oltre 30 centimetri tra la laguna e il mare.

A regime serviranno 30 minuti per ‘cinturare’ la città dalla forza dell’acqua cercando di evitare che si ripeta il disastro del 12 novembre scorso.

Il Mose di Venezia è stato così sottoposto al primo vero test di sollevamento delle quattro barriere che, per la prima volta dalla loro costruzione, sono state alzate tutte in contemporanea.
L’ultima paratoia a salire è stata una di quelle che compongono la diga di Malamocco.

Alle 11 circa era partita la fase di sollevamento simultanea delle paratoie istallate a Malamocco (19 barriere), a San Nicolò (20 barriere), a Treporti (21 barriere) e Chioggia (18 barriere).

Il procedimento si è chiuso dopo 90 minuti, ma, come spiegato in conferenza dai referenti del progetto, “a regime saranno elevate in circa 30 minuti, in quanto l’opera va ancora completata e settata”.

“Ringrazio il presidente Conte, i ministri e il presidente Zaia per essere presenti oggi – ha affermato il sindaco Brugnaro – e in particolare il Governo, che ricordo essere intervenuto in maniera concreta dopo l’acqua alta straordinaria del 12 novembre che ha portato me alla nomina come commissario per l’emergenza con la possibilità di risarcire chi ha subito danni. Oggi non siamo qui a fare passerella, perchè per me vedere la presenza di esponenti di rilievo dell’Esecutivo è importante e dimostra l’attenzione data a Venezia”.

“Il Mose – ha aggiunto il primo cittadino – ha sicuramente vissuto tanti problemi e subito la burocrazia che speriamo di superare con nuove norme. Nonostante le difficoltà, sono sempre stato un sostenitore di quest’opera, arrivata al punto di oggi solo con il lavoro di tante persone, dagli ingegneri agli operai, che hanno portato avanti un progetto che non ha eguali. Credo che sia importante adesso che si arrivi ad una conclusione certa e ci si prepari alla gestione dell’opera”.

Molte le autorità presenti, come detto, ma che non si sia trattato di una semplice sfilata ministeriale, lo ha chiarito lo stesso premier. “Siamo qui per un test, non per una passerella – ha detto -. Il governo vuole verificare l’andamento dei lavori”. Ora che il sistema ha dimostrato ciò che per decenni era rimasto solo sulla carta, il governo accelera il passo verso il completamento del 2021.

“Di fronte all’ultimo miglio – ha ripetuto il premier – la politica si assume le proprie responsabilità e decide che con un ulteriore sforzo finanziario si completi e si augura che funzioni”.

Conte ha parlato anche di passi gestionali. “Stiamo lavorando ad una struttura in cui tutte le autorità che hanno titolo, anche locali, parteciperanno alle decisioni – ha sottolineato -. E’ una norma che è stata predisposta e vorremmo inserirla già in sede di conversione del Decreto semplificazione”.

A non nascondere che il Mose sia stata “un’opera travagliata e faticosa”, costellata di contraddizioni, è stato il ministro delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli.

A mesi di distanza dai giorni che videro Venezia in ginocchio “molti degli impegni presi – ha affermato – sono stati mantenuti”. Il Mose resta, ha ammesso, una storia vissuta in passato di troppe ombre, “accelerazioni, frenate, momenti in cui dovevano arrivare i soldi sulla legge speciale e momenti in cui abbiamo dovuto testardamente metterli noi”.

Con oggi, in ogni caso, la battaglia contro l’acqua alta non può dirsi conclusa. “Il Mose non è finito, ci sono 18 mesi di lavori e test – ha puntualizzato il supercommissario Elisabetta Spitz – bisognerà avviare il collaudo tecnico funzionale e poi alcuni anni di rodaggio per l’avviamento, per la progressiva ottimizzazione con procedure trasparenti e controllo rigoroso dei costi”.

Quelle paratoie gialle che si sono aperte a ventaglio nelle acque calme della laguna hanno avuto per Conte anche il sapore di una promessa mantenuta.

Accompagnato dal sindaco, il premier si è poi voluto recare a Pellestrina, la ‘sorella povera’ tra le isole che costellano la città lagunare, per cancellare il fantasma del dramma del 12 novembre. E’ rientrato nelle stesse case e parlato con i medesimi abitanti che allora lo avevano accolto chiedendo aiuto. C’è un fiocco azzurro ora sul portone di una di quelle abitazioni: è quello di Denis, un mese, il figlio della speranza. “Grazie Presidente di essere tornato qui – ha affermato il papà – E’ il segno che lo Stato c’è”.

Dal punto di vita tecnico, il centro maree comunale ha documentato, con i dati dei mareografi, l’evoluzione del fenomeno.
Il minimo di marea stamane era stato segnato alle 8.40 con -11 cm.
A mezzogiorno – con il sollevamento delle tre schiere di dighe in corso, ma non ancora ultimato – la marea in città, a Punta della Salute, ha segnato +21 cm mentre in mare era di + 35cm.
In Adriatico ha continuato a salire, in Laguna invece, con le barriere del Mose ormai tutte alzate, si è fermata: anzi, per la distribuzione dell’onda di marea su tutta l’area lagunare, a Punta Salute ha ‘perso’ qualche centimetro facendo segnare + 13 alle 12:30.

Attorno alle 13.30 le paratoie del Mose hanno cominciato ad abbassarsi: in mare il livello della marea segnava +51 cm, mentre in laguna era a + 16 cm, con uno scarto di 35 cm.

Con le schiere nuovamente abbassate il valore si è poi assestata sia in mare che in laguna.

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3 persone hanno commentato

  1. Il vero test lo dovete fare a novembre col vento di scirocco e la luna crescente! Allora si vedrà se davvero funziona sto mostro di cemento e voragine di soldi!

    • Sono d’accordo e aggiungerei che le paratoie dovranno essere alzate NON a 140 cm ma a 110-120 cm, perché molte (troppe) famiglie si trovano l’acqua in casa troppo spesso e da troppo tempo.

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