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Project financing "Pozzi senza fondo", Tosiani: "Così Corte dei Conti, ma Zaia non cambia rotta"

“Da tempo denunciamo la scarsa trasparenza dell’attività istruttoria in Regione, tradotta nella tardiva pubblicazione delle delibere e degli ordini del giorno che rendono difficoltosa la consultazione per i cittadini e la stessa attività politica dei consiglieri eletti. Lo si può evincere anche dal giudizio della Corte dei Conti, ma sul piatto non c’è solo la trasparenza. Oggi, all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016, abbiamo sentito confermare le nostre preoccupazioni su due project financing che si sono rivelati dei “pozzi senza fondo”: il Progetto Integrato di Fusina e quello della Pedemontana”.

Questo il commento dei consiglieri regionali tosiani Giovanna Negro, Maurizio Conte, Andrea Bassi e Stefano Casali.

“La Corte dei Conti – spiegano i consiglieri – definisce i due project nella relazione del Procuratore regionale Carmine Scarano: ‘Due fenomeni espressione di criticità del sistema’. Su quello di Fusina inoltre, il documento spiega che “il permanere degli squilibri economici espone la Regione al rischio della risoluzione del rapporto per inadempimento e dell’attivazione delle clausole di garanzia, progressivamente inserite nei contratti”. E ancora: I due project financing – si legge nella relazione – sono caratterizzati da un percorso accidentato. Dal loro avvio sono passati troppi anni, circa 13 per il primo, e 12 per il secondo, e la loro vicenda non è ancora conclusa, neppure in via di definitiva stabilizzazione del rapporto contrattuale. Ciò denuncia un primo aspetto patologico in termini di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa in un simile contesto: non vi è stato un adeguato uso delle risorse e mezzi adoperati e non si è raggiunto (almeno non ancora, o non del tutto) il risultato previsto a vantaggio della comunità”.

“Questo è il duro giudizio della Corte dei Conti sui due Project – affermano i tosiani – e Zaia oggi nel suo intervento ha annunciato di poter utilizzare lo strumento del project financing per l’ospedale di Padova. Orbene – proseguono i tosiani – stiamo ancora aspettano le verifiche della commissione sui project in essere che devono essere realizzati con tutti i crismi e le adeguate garanzie: deve essere perseguito l’interesse pubblico e non l’interesse meramente privato per le attività future”.

“Inoltre – proseguono i consiglieri – sul documento della Corte dei Conti viene ricordata la delibera che nel 2009 segnalava le cause all’origine della malagestione del Mose: “Quanto denaro si sarebbe potuto risparmiare – si legge nella relazione di Scarano – e quanto sperpero di denaro pubblico si sarebbe potuto evitare, se quella delibera sul controllo della gestione del Mose avesse trovato ascolto dai naturali referenti istituzionali, ecc…”

“Siamo seriamente preoccupati – concludono i tosiani – perché l’amministrazione Zaia non sembra cambiare rotta preferendo sia con noi rappresentanti dell’opposizione, ma evidentemente anche con gli altri organi istituzionali, un rapporto di conflittualità anziché una collaborazione utile per l’interesse generale di tutti i Veneti.”

(05/03/2016)

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