Popolazione di anziani, nuove risposte del Comune di San Donà

ultimo aggiornamento: 26/12/2015 ore 13:03

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Popolazione di anziani, nuove risposte del Comune di San Donà

Nuove risposte per una popolazione sempre più anziana.
È questo l’obiettivo degli indirizzi per lo sviluppo di politiche e servizi verso gli anziani approvati dalla Giunta su proposta dell’assessore Maria Grazia Murer.
A fronte di una popolazione ultra 65enne che attualmente rappresenta il 22 per cento dei sandonatesi ma destinata a raddoppiare.

Merito dell’allungamento della vita: a fronte di una speranza di vita nel 1990 di 73 anni per gli uomini e 80 per le donne, attualmente gli stessi valori sono cresciuti a 79 e 85 anni. «Considerare anziane le persone con più di 65 anni può essere in parte fuorviante dal punto di vista sociale, economico e sociosanitario – osserva l’assessore – ma uno scenario del genere impone un ripensamento complessivo dei servizi agli anziani».


Attualmente il servizio di assistenza domiciliare serve circa 100 utenti che ricevono, in media, 3 ore di assistenza domiciliare a settimana, in linea con quanto avviene a livello regionale e nazionale.
«Dobbiamo ripensare il servizio domiciliare superando il modello prestazionale a favore di un servizio che sia proattivo, integrato e di comunità – aggiunge Murer – e che sia espressione di un processo organizzativo condiviso tra più enti e più attori pubblici e privati».

A livello locale significa cercare di raggiungere un target indicativo di circa 1.000 utenti che è la stima delle persone in condizioni di fragilità oggi a San Donà di Piave, ovvero il 10% degli over 65%.

Per fare ciò l’Amministrazione Comunale sta realizzando appositi percorsi formativi destinati agli operatori del settore. «È importante pensare ai luoghi, alle strutture e agli ambienti di vita da rendere disponibili e accessibili a favore della popolazione anziana già dal manifestarsi della condizione di fragilità – conclude l’assessore – Questo implica un importante investimento su modelli organizzativi che superino le rigidità delle singole organizzazioni e promuovano filiere di servizio in grado di integrare, includendo il ruolo di Ipab e Asl, processi e strumenti per la qualità della vita della popolazione anziana».


26/12/2015

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