“Pioppo di San Basilio? Abbattuto perché ostacolava il 5G”. Inquietante denuncia

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Storia di un albero. Oggi abbattuto in funzione di chissà quali esigenze, San Basilio è meno bella ora

Pioppo di San Basilio abbattuto: “Malato? Macchè”.

Attraverso un filmato su Facebook un progettista e tecnico delle comunicazioni che si chiama Marco Natolli, espone la sua sconvolgente teoria sul taglio del pioppo di San Basilio, l’albero che per decenni ha allietato la vista sul Canale della Giudecca, diventando parte integrante del paesaggio.

Il video, pubblicato dalla pagina “Cueva Vision” di Andrea Morucchio, punta il dito contro l’installazione della nuova rete 5G per cellulari, che con il suo dedalo di antenne porterà l’alta velocità su smartphone anche tra le calli e i campielli del Centro Storico.

“Il pioppo è stato abbattuto perché attenuava il segnale – denuncia Natolli – sul tetto della Stazione Marittima c’è un ripetitore, che come prevede lo standard ha una portata molto breve, di cento metri al massimo. Affinché la rete funzioni è necessario che ogni antenna ‘si guardi’ con la successiva, senza ostacoli nel mezzo: da qui alle torrette madri di Piazzale Roma è stato disboscato tutto”.

La vegetazione intorno al gasometro sarebbe stata eliminata per questo motivo. E non sarebbe, quindi, una malattia ad aver portato al taglio dell’albero di San Basilio – già in passato vittima di una pesante potatura – bensì l’installazione della nuova rete mobile che verrà inaugurata nei prossimi mesi.

“Tra poco saremo tutti ‘cablati’ – continua Natolli – ma il 5G e i suoi ripetitori sono una tecnologia obsoleta, vecchia ormai di vent’anni: io che sono progettista lavoro già alla generazione successiva. Ma a livello globale, la sua introduzione farà muovere ben 12 trilioni di dollari: una cifra impressionante che include il lancio dei nuovi elettrodomestici ‘smart’. Perché con la nuova rete cambieremo televisore, frigo e lavatrice”.

Sempre secondo il progettista, l’adozione del 5G si scontrerebbe con la natura del Centro Storico: “Venezia ha un’infrastruttura medievale: per adeguarla servirà un’invasione di ripetitori con un dispositivo ogni cinquanta/cento metri. E per attenuare il segnale basterà un albero: tutto certificato dall’azienda per cui lavoro in uno studio denominato ITU. Nei prossimi sei mesi, quindi, prepariamoci a nuovi abbattimenti.”

Per denunciare il problema, Natolli ha costituito un comitato che si è rivolto direttamente a Luigi Brugnaro.
Ma com’è andata? “Il Sindaco non ha risposto – conclude Natolli – ma ci ha fatto pervenire una email del suo avvocato che riporta: ‘vi aggiorneremo con costanza semestrale’. Che tradotto in soldoni significa: ‘la prossima comunicazione vi giungerà a tecnologia già attiva’”.

Si attendono altri pareri autorevoli sullo scottante tema, nel frattempo però la popolazione assiste senza comprendere al taglio di altri alberi che sta continuando anche in altre zone della città.

Nino Baldan

(Il video di Marco Natolli a questo link: https://www.facebook.com/cuevavision/videos/818401255244614/ )

Riproduzione Riservata.

 

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