La Fondazione Archivio Luigi Nono presenta la nona edizione del Festival dedicato al compositore veneziano: dal 30 ottobre al 4 dicembre 2026 il cartellone si intitola Voci destroying muros e concentra l’attenzione sulle donne che hanno influenzato vita e lavoro di Nono. L’iniziativa intreccia concerti, incontri, conferenze e attività di ricerca e didattica distribuite in sedi culturali della città lagunare.
Il titolo scelto richiama una delle direttrici fondamentali della ricerca noniana: l’abbattimento delle barriere e il superamento dei confini. In questo contesto le voci femminili vengono proposte non solo come figure biografiche ma come agenti capaci di orientare la pratica musicale e le sue implicazioni culturali.
Il programma esplora i rapporti personali e artistici che hanno accompagnato Nono, mettendo in luce artiste, intellettuali e interpreti che hanno contribuito all’orizzonte umano e politico entro cui si è sviluppata la sua ricerca. Le giornate del festival metteranno a confronto documenti d’archivio, testimonianze storiche e interpretazioni musicali, offrendo anche nuove prospettive critiche sull’opera del compositore.
Accanto ai concerti, la rassegna prevederà momenti di formazione e approfondimento: conferenze, incontri pubblici e attività didattiche rivolte a studenti e operatori culturali. L’intento dichiarato degli organizzatori è quello di costruire un dialogo tra la ricerca su Nono e il patrimonio artistico, sociale e civile di Venezia, creando così un percorso che attraversi luoghi e istituzioni cittadine.
Nel presentare il festival la Fondazione rivolge inoltre un ricordo affettuoso a Mimma Guastoni. Amica e collaboratrice di Nono, Guastoni è stata direttore generale e amministratore delegato di Casa Ricordi e figura tra i fondatori della Fondazione Archivio Luigi Nono. Il comunicato ufficiale sottolinea il suo contributo alla tutela e alla promozione dell’eredità artistica del compositore.
Il cartellone nasce con l’obiettivo di offrire un confronto aperto sulla dimensione collettiva dell’arte di Nono, mettendo in relazione l’esperienza personale del compositore con questioni più ampie di responsabilità e trasformazione sociale.
L’approccio interdisciplinare del festival intende favorire incontri tra musicisti, studiosi e pubblico, valorizzando al contempo la ricchezza archivistica custodita dalla Fondazione.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
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