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venerdì 24 Settembre 2021

Pesce in nero destinato al territorio veneziano, multa a trasportatori cinesi e italiani

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Pfas: vietato il pesce in 21 comuni del Veneto
Pesce in nero viaggiava nascosto nei camion verso Mira e Dolo, vicino a quello con le certificazioni.
La Guardia di finanza ha sanzionato per diverse migliaia di euro 11 autotrasportatori, italiani e cinesi, che volevano far arrivare in Veneto circa una tonnellata di pescato senza documentazione di tracciabilità: salmoni, aragoste, gamberi e moscardini, canestrelli, granseole.

Merce pregiata nel settore della pesca, per la tipologia e il prezzo con cui viene venduta nei ristoranti, ma in questo caso senza documentazione relativa alla provenienza. Viaggiava nei camion occultata e doveva arrivare nelle zone di Mira, Dolo, Rosolina mare, Casalserugo, Padova, per essere venduta.

Pesce che probabilmente sarebbe arrivato sulle tavole dei veneziani, se la Guardia di finanza, nell’ambito di una serie di controlli sull’autotrasporto delle merci, lungo la Statale Romea, non avesse scoperto il grosso quantitativo di merce in nero.

La normativa prevede infatti che i consumatori debbano poter disporre, attraverso l’etichettatura, di tutte le informazioni necessarie a ricostruire le fasi della produzione, anche per poter scongiurare il rischio di consumare prodotti non trattati nel rispetto delle norme igieniche.

Le multe e i sequestri hanno colpito, in tutto, 11 autotrasportatori di nazionalità italiana e cinese, con sanzioni amministrative che ammontano a diverse migliaia di euro.

Tra la merce che è stata sequestrata c’erano salmoni, aragoste, gamberi, moscardini, canestrelli, granseole e seppie, che venivano nascosti dietro a cassette di pesce certificate, cioè regolarmente etichettate.

Dalle dichiarazioni dei trasgressori è stato possibile capire che le partite sequestrate erano destinate alla commercializzazione in Veneto, nelle zone di Mira, Dolo, Rosolina, Casalserugo e Padova.

Tutti i prodotti sequestrati sono stati posti a disposizione delle competenti autorità sanitarie per i successivi accertamenti.

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