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“Il pugile più importante di tutti i tempi” che volava come una farfalla e pungeva come un’ape. Questo il ritratto di Muhammad Ali, il celebre pugile che il giornalista veneto Rino Tommasi ha deciso di far conoscere a tutti, in una biografia edita da Gargoyle Editore (pagg. 160, €40,00).

Nonostante l’autore si chieda se Ali possa essere considerato “il più grande ”, impossibile infatti non confermare la sua popolarità a livello mondiale e, come afferma Tommasi, “In nessun altro sport qualcuno ha mai raggiunto la sua fama”.

In un viaggio breve ma intenso, abbellito da immagini e fotografie di incontri e momenti storici (per la gran parte inedite ai lettori italiani), dentro e fuori dal ring, la biografia mostra come Ali o Cassius Clay, dovette la sua celebrità all’essere pugile, ma soprattutto personaggio. La popolarità globale fu una delle sue armi vincenti nei suoi incontri con gli avversari, che sembravano esserne già intimoriti, prima ancora di salire sul quadrato d’azione.

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Sono però l’eleganza dei movimenti e la velocità, le caratteristiche che Tommasi sottolinea, fossero i veri punti di forza del campione. Descritti ed elogiati in questa biografia, che ha la particolarità di essere divisa in round, come quelli sul ring, perfetta suddivisione delle tappe più importanti dell’Ali sportivo e quasi divo.

Dopo Dempsey e Marciano, il “re” Cassius Clay viene considerato però, “senza eredi”. Nessuno sembra essere in grado di equipararsi a lui, quasi uno show man che amava apparire, intratteneva rapporti con i media e quindi accessibile a tutti.

Appassionati e non appassionati infatti, troveranno questo libro biografico molto interessante, una raccolta delle sfide più avvincenti di Ali, ma soprattutto la storia di un uomo che sapeva come arrivare agli occhi e al cuore della gente, la folla assiepata vicino al ring e sugli spalti, ma anche quella a casa, che dal televisore seguiva i suoi incontri.

Spiegando con convinzione perché secondo lui Ali lo si può considerare campione, Tommasi riesce brillantemente ad esporre le sue teorie, mantenendosi in bilico fra oggettività e soggettività, ma allo stesso tempo, lasciando al lettore la “responsabilità” di rispondere alla domanda: Ali è l’ultimo campione, il più grande?

Alice Bianco

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