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MIRCO SACHER, IL PENSIONATO UCCISO DALLE QUINDICENNI | Omicidio a tinte gialle

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UDINE | La vicenda della morte di Mirco Sacher, pensionato di Udine, è fortemente contraddistinta da tinte di giallo. Lunedì, alle due di notte, due ragazzine di 15 anni di Udine si sono costituite ai carabinieri di Pordenone confessando di averlo ucciso, omicidio commesso per legittima difesa perchè l'uomo voleva violentarle.
Da 48 ore, ormai, si prova a ricostruire la vicenda.
Le ragazze raccontano di aver chiesto un passaggio all'uomo, Mirco Sacher, 67 anni, per raggiungere il centro di Udine. Avrebbero detto che lo facevano spesso e che l'uomo era amico di famiglia di una delle due fin da quando era nata.
Il pensionato invece le avrebbe portate in campagna, e qui sarebbe avvenuto il tentativo di violenza. Le ragazze reagiscono e, fuori dell'auto, lui ci riprova e loro lo uccidono.
«Ho buttato Mirco a terra e da lì, forse, lui ha preso per un polso la mia amica, così è caduta a terra anche lei», ha confessato una delle due ragazzine al pm del Tribunale per i minorenni di Trieste, Chiara Degrassi. Il racconto continua: «Io mi sono seduta sopra di lui. Gli afferravo i polsi e sono finita fra le spine. Quando lui ha tentato di rialzarsi Anna l'ha preso per il collo. Poi l'ho preso anch'io, respirava ancora, respirava… e poi non ha respirato più e siamo andate via».
Sono parole agghiaccianti quelle della quindicenne, parole che convincono la Procura triestina a chiedere la convalida del fermo e il trasferimento delle due studentesse in una casa di prima accoglienza.
Nel frattempo si svolgerà  l'autopsia prevista oggi sul corpo di Mirco Sacher, il sessantasettenne pensionato trovato senza vita domenica scorsa in un campo della periferia di Udine.

Altri particolari inquietanti emergono su quanto avvenuto dopo il delitto: una delle due 15enni si è messa al volante della Fiat Punto di Mirco Sacher: «Era la prima volta che guidavo la macchina. Avevo provato solo a metterla in moto e mi si era spenta». Surreale. Al punto che gli inquirenti hanno disposto una prova per lei allo scopo di verificare se è davvero in grado di guidare. Il passaggio dell'auto viene registrato da una telecamera fissa fra Udine Sud e Palmanova, filmato al vaglio degli inquirenti. «Volevamo andare a Firenze, da mio padre». Ma non avevano né benzina né denaro. «Non potevamo pagare neppure il casello e così abbiamo lasciato la macchina all'autogrill di Padova».
Con l'autostop le due minorenni arrivano a Mestre, e in treno incontrano i due ragazzi (di uno i genitori avevano denunciato la scomparsa il giorno stesso) che le convinceranno a costituirsi. «Prima avevamo detto di essere scappate di casa e loro ci hanno consigliato di tornare a casa. Poi abbiamo cominciato a raccontare la verità  e loro ci hanno detto di andare in caserma».

Gli interrogativi sono pesanti, e rimangono a rimbombare nelle stanze e nalla mente del procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Trieste, Dario Grohmann, che lavora con il capo della Mobile di Udine Massimiliano Ortolan: perché un uomo descritto come tranquillo cerca di aggredire da solo due ragazze a 67 anni? Perché non scappare a piedi una volta uscite dalla macchina? Perché girare per un'ora in città ?E soprattutto, perchè è morto Mirco Sacher?».

paolo pradolin
[[email protected]]

Riproduzione Vietata
[10/04/2013]


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