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Ministro Franceschini: “Arsenale per tutti, non solo per la Biennale”

“Il piano previsto insieme al ministero della difesa e al comune di Venezia punta a valorizzare totalmente l’Arsenale come spazio pubblico. Non c’è alcuna sottrazione di spazio, anzi si liberano degli spazi oggi occupati dalla Difesa”. Lo dice il ministro della cultura Dario Franceschini rispondendo alla senatrice Orietta Vanin (M5S), nel corso dell’audizione alla Commissione […]

“Il piano previsto insieme al ministero della difesa e al comune di Venezia punta a valorizzare totalmente l’Arsenale come spazio pubblico. Non c’è alcuna sottrazione di spazio, anzi si liberano degli spazi oggi occupati dalla Difesa”. Lo dice il ministro della cultura Dario Franceschini rispondendo alla senatrice Orietta Vanin (M5S), nel corso dell’audizione alla Commissione Istruzione pubblica e beni culturali al Senato, in merito alla relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all’anno 2021.

“Per il nostro investimento – spiega il ministro circa alcune polemiche sorte in questi giorni – abbiamo utilizzato lo strumento Biennale, ma per un progetto totalmente fruibile al pubblico. Io sono per la più ampia discussione con le associazioni, ma gli spazi che la Biennale recupererà non saranno aperti solo per alcune manifestazioni”. Al contrario, sottolinea, “saranno fruibili al pubblico 365 giorni l’anno, senza barriere. Non si pensa soltanto alle due Biennali di architettura e arte, ma di tenerli aperti completamente. L’archivio sarà aperto, ci saranno due teatri nuovi. Nel progetto è studiata la percorribilità e l’attraversabilità degli spazi. Si utilizzano aree inutilizzate o attualmente gestite dal ministero della difesa, che vengono trasformate in spazi pubblici gestiti dalla Biennale, che è patrimonio di Venezia. Se il timore è invece per gli spazi che non sono gestiti dalla Biennale – conclude – ne dovremo discutere e lo faremo comunque collegialmente, ma questo è un tema non di mia competenza”.

La lettera presentata oggi così concludeva: “Signor Ministro, Le chiediamo, di sospendere la firma di questo Protocollo e di avviare un colloquio vero con la cittadinanza finora lasciata all’oscuro di tutto”.

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