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Mestre: carri attrezzi ai Pili, auto rimosse

Sanzioni in vista per chi ha usato e abusato del parcheggio scambiatore ai Pili. Il Comune ha usato il carro attrezzi e ha sottratto all’area violata 35 mezzi, non senza aver prima preannunciato la sgradita visita e i proprietari delle automobili avrebbero potuto evitare le multe, spostando i loro mezzi nelle aree autorizzate. L’hanno chiamata […]

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Sanzioni in vista per chi ha usato e abusato del parcheggio scambiatore ai Pili.
Il Comune ha usato il carro attrezzi e ha sottratto all’area violata 35 mezzi, non senza aver prima preannunciato la sgradita visita e i proprietari delle automobili avrebbero potuto evitare le multe, spostando i loro mezzi nelle aree autorizzate.
L’hanno chiamata Operazione carri attrezzi e la sinistra definizione spiega gli effetti che hanno destato non poche proteste. Poco dopo il tramonto quattro grandi autocarri hanno sgomberato, detto fatto l’area, dalle automobili che sostavano al Parcheggio dei petroli e occupavano l’area scambiatrice diurna che si trova ai lati del Ponte della Libertà.
Quello era uno spazio gratuito rivolto, fin dal momento del confinamento, ai lavoratori pendolari che dalla terraferma, devono raggiungere Venezia.
Non è bastata un’ordinanza comunale chiarificatrice del regolamento comunale e delle norme da rispettare a scoraggiare gli incauti proprietari delle macchine e le conseguenze sono state inevitabili.

Il servizio parcheggio, trecento posti disponibili, abbinato ad una navetta Actv che serve tutta l’area di San Giuliano, favorisce il trasporto dei lavoratori pendolari e alleggerisce la presenza di passeggeri nei mezzi pubblici con destinazione Piazzale Roma.
Una spartizione ragionevole della viabilità che in tempi di particolare riguardo rispetto ai contagi, si è rivelato utile e centrato.
La presenza di automobili stabili in quell’area, ha penalizzato però chi lavora a Venezia e si sposta alla mattina molto presto.

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Sono stati gli stessi pendolari a lamentare questa situazione e a nulla sono valsi gli interventi persuasivi nei confronti dei proprietari delle macchine che hanno continuato a usare l’area a piacimento.
È evidente che Comune e Avm hanno dovuto agire con metodi che si sarebbero potuti evitare, come la rimozione dei mezzi, i carri attrezzi e le multe salate.

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