Maria Luisa Fassi, tabaccaia di Asti: preso l’omicida

ultimo aggiornamento: 26/07/2015 ore 10:16

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Maria Luisa Fassi tabaccaia Asti preso omicida

Maria Luisa Fassi, la tabaccaia di Asti diventata famosa purtroppo come fatto di cronaca nera per essere stata uccisa con 45 coltellate, è stata uccisa per una rapina.
L’assassino? Un uomo “comune” con problemi economici che durante la rapina ha perso la testa.
«Io da quel giorno non vivo più, non respiro più» confessa lui.

Pasqualino Folletto è l’omicida.
Maria Luisa Fassi uccisa da un uomo piccolo di statura, che ora si tiene il volto tra le mani e piange davanti ai carabinieri di Asti.
Ha raccontato quel fatto cruento, ha raccontato della povera tabaccaia massacrata con 45 coltellate, di come l’abbia abbandonata agonizzante, di come, poi, è tornato a casa come se non fosse successo nulla.
Davanti alle immagini delle telecamere recuperate dagli inquirenti, sa che è inutile continuare a negare: «Sono stato io».


Pasqualino Folletto, magazziniere 46enne, ha tre figli di cui una di 11 anni gravemente malata.
«Ero disperato, non avevo un soldo. Nemmeno un centesimo per comprare da mangiare ai miei bambini».
«Non so nemmeno io cos’è scattato, non so spiegarlo. So soltanto che lei urlava e allora ho perso la testa, ho cominciato a colpirla». Una furia cieca, incontrollabile.

Una rapina andata male. Un fatto assurdo quanto beffardo per tutta la violenza espressa.
Pasqualino Folletto, travolto dai debiti, forse anche di gioco, è uscito di casa portandosi appresso un coltellaccio da cucina. La sua intenzione era spaventare la vittima per rubarle i soldi.

Il killer è crollato dopo ore di un interrogatorio. I carabinieri l’hanno chiamato in caserma dopo avergli sequestrato l’auto, con la scusa dell’assicurazione non pagata.
Non era stata un’indagine semplice. Partita con un’ombra sui filmati, proprio quella della sua macchina, il capitano Giampaolo Canu con i suoi uomini del Nucleo operativo, sequestrano un centinaio di impianti video, guardano ore e ore di filmati e lentamente ricostruiscono modello, targa, percorso come fosse un film e arrivano all’identità del proprietario. I carabinieri notano che l’auto non ha i tappetini, e da lì esce la verità.


Mario Nascimbeni

25/07/2015

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