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Infermiere del Suem di Mestre dà l'addio a tutti: suicidio con un'iniezione di farmaci
Solo l’autopsia potrà chiarire i motivi di una morte così fulminea e prematura.
Devis Pirolo, 45 anni di Marcon, sposato e padre di due bambini, è stato annientato da un’ infezione, o un virus che in dodici ore lo ha consegnato alla morte. In ospedale hanno tentato di tutto per salvarlo, ma di ora in ora le sue condizioni si sono aggravate e non c’è stato più niente da fare.

Eppure stava bene, praticava sport, amava correre, allenarsi, la vita all’aria aperta. Ed è proprio durante una manifestazione sportiva che ha conosciuto Alberta, che poi sarebbe diventata sua moglie.

I medici hanno pensato che la causa del decesso possa essere una setticemia, ma solo indagini più precise potranno nei prossimi giorni, definire la diagnosi.

La famiglia, affranta dal dolore e così gli amici di Marcon, insieme a quegl’altri di Facebook, con i quali condivideva le competizioni e le esperienze sportive, sono sgomenti, increduli, che a dodici ore dal ricovero ospedaliero il suo cuore abbia cessato di battere.

Era una famiglia felice, la sua, allietata da questa passione sportiva e dai continui incontri con gli amici, con i quali organizzava pranzi e cene, ritrovi negli agriturismo.

A chi lo ha avuto vicino e a chi lo ha conosciuto, insieme al rimpianto, rimane lo sconcerto di una separazione così imprevista e definitiva.

Andreina Corso

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Devis.. una valanga di ricordi mi stando invadendo..
    Un paio di settimane fa ho sperato di poter correre con te la mia prima corsa, ma proprio quel giorno non ci siamo potuti incontrare..
    Ricordo col sorriso le imitazioni che facevamo assieme, delle persone che incontravamo nel ns lavoro o nelle ns uscite.
    Quante corse in moto assieme…anche li, sempre a fare le “pose” per farci una risata anche mentre correvamo..
    Ogni volta con te era una bella sganassata di gusto, di quelle che ti fanno venire le lacrime e il mal di pancia.
    Anche sul lavoro, c’era sempre quell’ilarità, che ci permetteva di alleggerire la durezza dell’orario di lavoro e le fatiche del giorno.
    Le nostre cene poi, erano sempre un momento di evasione che avrei potuto ripetere mille volte.
    Mi spiace tantissimo per non averti frequentato negli ultimi anni.. non me lo perdonerò mai…ma Non ti dimenticherò amico mio…sei sempre nei miei pensieri…anzi …sei ovunque.

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