Maltrattamenti ai bambini del Nido di Rovigo, la lettera: come avete fatto voi donne (donne?)

ultimo aggiornamento: 09/02/2015 ore 06:51

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Arrestata maestra, maltrattava bambini

Ecco, queste sono quelle situazioni che ti fanno vergognare di esistere, che ti fanno odiare i tuoi simili, che non concedono giustificazione alcuna, che imprimono disperazione e davvero tanta voglia di condanna, di sentenze giuste ed esemplari, di quelle nelle quali mai avresti voluto riconoscerti, al solo pensiero. Per colpa vostra tutti ci sentiamo peggiori, la nostra pratica di democrazia e di garantismo per tutti si è spezzata.
Quelle maestre che hanno picchiato i bambini in quel Nido (ma come si fa a chiamarlo così?) di Rovigo, sono l’orrore sull’orrore, la spietatezza sulla crudeltà, la vergogna di sentirsi uomini e donne di questo pianeta.

Ma come si fa, come avete fatto voi donne (donne?) a colpire dei bambini piccoli, delle creature che i genitori vi hanno affidato come il bene più prezioso, più esclusivo. Come avete potuto?
Chi siete in famiglia? Chi siete?
Cosa ne farete delle sofferenze di quei bambini? Cosa ne sarà di loro dopo un’esperienza di ferocia così spietata, che ne sarà di noi se anche i bambini possono essere violentati, aggrediti, picchiati dentro un’istituzione chiamata scuola?


Adesso respiro a fondo e dico: se un’insegnante non ce la fa a seguire i bambini, ad educarli, a rispettarli, perché non fate un altro mestiere?
Perché chi ha visto non ha parlato?
Perché esistete per rovinare anche ciò che resta di buono in questo mondo?
Perché avete aggiunto orrore alla nostra malconcia civiltà?
E perché sento solo disperazione…

Andreina Corso

[08/02/2015]


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3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Ci ho pensato molto, prima di scrivere questo commento. Mi costa molto rimanere nei ranghi. Io, senza ragionarci su, direi che dalle mille alle duemila frustate sul groppone di certe maledette sarebbero un buon inizio. Parlerei di ergastolo, sapendo che, in realtà, non basta. Non credo né nella rieducazione, nel recupero, né nell’allontanamento dalla società tenendole in galera. Ma so che la mia Fede mi impedisce di pronunciare una condanna a morte, e che, comunque, non potrei. Né come cittadina italiana, né come umano in generale.
    Ma ce l’ho sulla punta della lingua. E, se non la sputo, comunque non la ingoio. Sì, non la ingoio la rassegnazione. Perché la violenza non può essere perdonata. La violenza chiede giustizia, se non vendetta. Poi, la violenza sui bambini e sui disabili è, in assoluto, da considerarsi pari all’omicidio. E anche di più. Visto che il morto resta in vita e ricorda.

  2. Volere : decisione assoluta che porta a disporre della propria volontà in un impegno non sempre cosciente. Meglio " vorrei " , che lascia spazio agli imprevisti. La forza di volontà è prerogativa di un carattere forte che peò non tien conto di ciò che il futuro a volte riserva..

  3. Ci sono nidi, asili, scuole che possono tranquillizzare i genitori, le famiglie dei bambini. E sono quelli più numerosi.
    Sappiamo che ci sono insegnanti davvero brave, generose che ci agevolano la vita e noi ci sentiamo per questo riconoscenti.
    Ma queste cose che sappiamo anche oggi, non è la prima volta purtroppo, succedono.
    E sono così brutte che non si riesce nemmeno a parlarne, c’è un rigetto che non so spiegare ma che sono sicura che tutti provano.
    Uno dice, ma è un brutto sogno? invece è vero, mamma mia, è vero! facciamo qualcosa, vi prego.

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