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Teglio Veneto, sono passati 8 anni dalle alluvioni, dove sono gli aiuti?

A seguito delle alluvioni e del maltempo dell’ottobre 2018 furono molteplici le iniziative di solidarietà avviate in Italia per aiutare le popolazioni di Veneto, Trentino A.A. e Friuli colpite dall’emergenza. Raccolte fondi che hanno portato gli italiani a donare con generosità oltre 2,6 milioni di euro, nella speranza di poter contribuire a sostenere i cittadini e il territorio devastato dal maltempo.

A distanza di 3 mesi da quei tragici eventi, tuttavia, dei fondi raccolti nemmeno un euro sarebbe stato speso per aiutare le popolazioni locali, a causa della solita lentezza della macchina burocratica italiana. Lo denuncia il Codacons, che rende nota la risposta fornita dalla Protezione Civile all’istanza d’accesso presentata dall’associazione dei consumatori con la quale si chiedeva di conoscere la destinazione dei fondi di solidarietà.

Nella risposta fornita dalla Protezione Civile si legge infatti:
“In attuazione della richiamata normativa è stata attivata la raccolta mediante numero solidale dal 4 novembre al 3 dicembre 2018, e che le relative promesse di donazione ammontano ad euro 739.934,00. Inoltre ad integrazione di tali risorse, il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a ricevere ulteriori risorse finanziarie sul conto corrente di tesoreria n. 22330 intestato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alla data del 10 dicembre 2018 su tale conto risultano donati euro 1.933.762,14.

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Inoltre, avuto riguardo alla richiesta inerente all’individuazione dei progetti per l’impiego di tali fondi, si evidenzia che gli stessi non sono stati ancora formulati in quanto non sono stati individuati i componenti del Comitato dei Garanti che, ai sensi del citato art. 7 comma 1, sarà costituito con apposito provvedimento del Capo Dipartimento”.

“La P.A. non ha provveduto ad individuare nemmeno un progetto da finanziare con i fondi di solidarietà raccolti, e i cittadini colpiti dal maltempo dovranno attendere le calende greche per vedere sfruttati i soldi raccolti dalla Protezione Civile – denuncia il Codacons – Il danno è così duplice: da un lato chi ha donato con generosità non sa se, quando e come saranno utilizzati i propri soldi, dall’altro chi avrebbe diritto a beneficiare di tali raccolte, ossia le popolazioni di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, subisce ritardi inaccettabili senza veder realizzato alcun progetto”.

“Per tale motivo se le somme raccolte non saranno al più presto convertite in progetti concreti sul territorio, saremo costretti a presentare una denuncia in Procura per appropriazione indebita e truffa, trattandosi di fondi pubblici e di soldi della collettività”, conclude il Codacons.

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