Lo Spezial d’Ávila, storie d’amore e d’amicizia sullo sfondo di una Venezia del ‘500

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Inno all’amore, al coraggio, alla giustizia e alla comprensione dell’altro, Lo Spezial d’Ávila, di Beppe Guerini (edito da Arkadia Editore) è una romantica ed avventurosa storia d’amore e di ideali, con sullo sfondo, una Venezia ricca di tradizioni, fatti storici e problemi sociali, portati a galla con sapienza ed abilità dallo scrittore bergamasco.

Nel 1492 il medico ebreo Yacob, dopo un decreto del re di Castiglia contro i giudei, decide di scappare dalla sua terra natia, la Spagna, per fuggire in Italia, a Venezia. 1501. Ebreo non gradito fra l’ordine dei medici veneziani, Yacob è costretto a lavorare come speziale per mantenere la moglie e il figlio Jucef. Questi, divenuto adulto prenderà il posto del padre e destino vuole che entri in contatto con i nobili della città, in special modo la casata dei Querini e stringendo un rapporto con la giovane Anna Paola, si vedrà costretto a combattere contro i Turchi ed affrontare altre peripezie.

Yacob, la moglie Ester e il figlio Jucef, rappresentati come una sorta di “famiglia di Nazareth”, costretta a scappare per sopravvivere, sono solamente la base su cui si sviluppa un’avvincente ed emozionante storia di vita, d’avventura e d’amore. A farla da padrone colpi di scena, forti emozioni e tanta tanta storia.

“… ho capito che puoi fuggire senza dare battaglia, oppure lottare con tutte le tue forze per avere ciò che ti spetta… e allora non sarai mai sconfitto, perché esiste comunque un altrove in cui ricominciare a battersi per chi sei e per chi ami.”
Questo il grande insegnamento che scaturisce dalle parole di Jucef, un giovane che Guerini descrive come dotato di spirito rivoluzionario, di coraggio e di lealtà, ancorato ai valori importanti della vita.

Grazie a lui hanno origine le grandi vicende amorose e storiche dell’opera: dall’incontro con Anna Paola Gradenigo, patrizia della quale si innamora, a quello con Matteo Dandolo, altro nobile veneziano con il quale stringe un rapporto di leale amicizia.

Due rapporti speciali che danno il La, affinché la trama imbastita con dovizia di particolari dall’autore, riesca a coinvolgere e colpire il lettore appieno, contribuendo a far conoscere qualcosa in più sul ‘500 veneziano ed affrontando temi importanti come: l’odio razziale, le tensioni sociali, le differenze ed i pregiudizi, eternamente presenti.

Il risultato finale è ottimo, una buonissima prova d’esordio che dimostra tutto il talento dell’autore, in grado di non appesantire la trama seppur raccontando fatti storici e riuscendo ad appassionare il lettore.

Alice Bianco

[16/01/2014]

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