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Litiga con motociclista, lo insegue e lo abbatte con il furgone: morta ragazza seduta dietro
Litigio sulla strada, come accade spesso, solo che questa volta l’epilogo è stato drammatico.
Ha inseguito il motociclista con cui aveva litigato e lo ha investito. A farne le spese peggiori, al momento, la ragazza seduta sul sellino dietro della moto, una giovane neolaureata.

Auto contro ciclisti, furgoni contro moto, mezzi pesanti contro leggeri, una scena che si vede spesso sulle strade con rancori che qualche volta travalicano la ragione e la cronaca.

L’investitore sarebbe partito espressamente per un breve inseguimento, quindi l’incidente. Con una giovane donna che perde la vita e il fidanzato che viene portato via da un elicottero in ospedale in gravi condizioni. E’ successo in Valle di Susa.

Li avrebbe investiti di proposito, lanciando il suo vecchio Ford Transit contro la moto, un Ktm 659, che è finita letteralmente schiacciata nei pressi di Condove, contro un guard rail sulla Sp 24 che da Susa porta a Torino.

A quanto pare, i motociclisti sono stati inseguiti, puntati e centrati.

Nell’urto la ragazza di 27 anni, passeggera della moto, laureata da pochi mesi, Elisa Ferrero, è rimasta uccisa. Il conducente della moto, Matteo Penna, 29 anni, informatico, fidanzato della giovane è gravissimo: è ricoverato in prognosi riservata al Cto di Torino.

Per l’incidente: «Abbiamo arrestato l’investitore che ora dovrà rispondere di omicidio stradale», confermano i carabinieri della compagnia di Susa e non nascondono che l’accusa potrebbe diventare anche più grave.

La conferma che l’autore del gesto, un cinquantunenne di Nichelino (Torino) è stato arrestato dai carabinieri dopo un lungo interrogatorio. Il van Ford Transit che stava guidando ha speronato la motocicletta Ktm su cui viaggiavano i due ragazzi.

A nemmeno un paio di chilometri di distanza dal luogo della morte, lungo la statale 24 del Monginevro, i due uomini avevano litigato con furore. Forse per un sorpasso azzardato, forse perché i due mezzi si sono addirittura leggermente toccati. Secondo una testimonianza il motociclista, prima di allontanarsi a gran velocità, avrebbe anche sferrato un pugno contro l’abitacolo.

Il conducente del mezzo pesante avrebbe seguito la moto lanciandosi a gran velocità, compiendo anche alcuni sorpassi azzardati e pericolosi, fino a raggiungere i due ragazzi appassionati di viaggi in moto. Poi l’investimento: «Prima di accelerare bruscamente — ha detto un secondo testimone oculare — è come se avesse preso la mira». Impatto violentissimo. Il conducente avrebbe tentato di riprendere la marcia, ma il suo mezzo, gravemente danneggiato non si è riacceso; allora ha tentato la fuga a piedi, ma è stato trattenuto dalla sua stessa compagna e da altri automobilisti.

In manette è così finito un artigiano di Torino, Maurizio De Giulio, 51 anni che viaggiava insieme con la compagna e la figlia.

Per Elisa Ferrero non c’è stato nulla da fare, mentre il fidanzato motociclista è stato portato a Torino con l’elisoccorso.

Maurizio De Giulio si è difeso con la sua prima versione finché ha potuto: «Mi hanno tagliato la strada, non ho potuto evitarli, altrimenti lo avrei fatto».

Poi l’interrogatorio incalzante dei carabinieri, le versioni concordi dei testimoni, il fatto che lui probabilmente sarebbe risultato positivo all’alcol test, lo hanno fatto crollare.
L’uomo, difeso dall’avvocato Matteo Del Giudice, ha ammesso: «Sono stato provocato, ho perso la testa».

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