Lido di Venezia: Club Med all’ex Ospedale Al Mare. Partita l’operazione. La storia dell’OAM

421

Principio di incendio all'ex Ospedale Al Mare di origine dolosa

A Venezia due nuovi resort. Precisamente a Lido, nelle aree dell’ex Ospedale al Mare.

E’ partita ufficialmente l’operazione per la rigenerazione e trasformazione in chiave turistica del complesso dell’Ospedale al Mare del Lido di Venezia, storica struttura sanitaria tra le più belle d’Europa ma da decenni abbandonato con alle spalle operazioni finanziarie fallite per il suo recupero.

Protagonista del rilancio Cassa Depositi e Prestiti, che dopo averlo acquistato lo scorso anno dal Comune, ha appena sottoscritto l’accordo preliminare per l’avvio della fase progettuale con Club Med e Hotelturist, quest’ultima attraverso il marchio TH Resorts, controllato dalla stessa Cdp.

L’investimento per l’ex “Ospedale Al Mare”, effettuato tramite Cdp Equity e Cdp Investimenti, ammonta a oltre 110 milioni di euro.

Club Med ha in programma di aprire un resort di lusso con 350 camere per famiglie, aperto per nove mesi su 12.

TH Resorts aprirà invece un resort 4 stelle superior di 180 camere per il target famiglie.

Entrambe le strutture verranno gestite in affitto a lungo termine dai due marchi turistici.

Viene così sbloccata la vicenda della grande struttura in riva al mare Adriatico, inaugurato ufficialmente nel 1933, ma la cui genesi risale al 1870, quando fu costruito l'”Ospizio Marino” sulla spiaggia, una struttura in legno per ospitare e curare con terapie marine 200 bambini malati di tubercolosi.

La struttura diventò una vera e propria “cittadella della salute”, delle arti e dei mestieri, con all’interno anche un teatro in stile liberty, il “Marinoni”, e un osservatorio Bioclimatico dove vennero studiati i parametri meteorologici dal 1940 al 2003.

L’Ospedale Al Mare arrivò ad avere 10 mila ricoveri nel 1955, 1.400 posti letto e 1.500 dipendenti al 1969, con eccellenze per le patologie respiratorie e per la medicina riabilitativa che costituivano attrattiva da tutte le altre regioni, oltre agli altri reparti che costituivano un “vero” polo ospedaliero, come medicina, pediatria, ginecologia, ecc.

A partire dagli anni ’80 la lenta decadenza fino all’abbandono nel 2006, quando l’Ulss veneziana lo vendette al Comune, che a sua volta lo cedette al fondo immobiliare Est Capital per ricavare fondi da destinare all’ampliamento del Palazzo del Cinema.

L’operazione è però naufragata, tra le proteste dei residenti e un tentativo di occupazione degli spazi per rigenerare il teatro Marinoni in autogestione.

Di fatto, però, gli ex padiglioni abbandonati erano ormai diventati ai giorni nostri ricettacolo di sbandati e senzatetto.

Infine, la cessione alla Cdp nel giugno dello scorso anno.

La rivoluzione avverrà nel rispetto dei luoghi ritenuti di interesse storico, come la chiesa, il teatro e la piscina, mentre il monoblocco, che contiene attualmente ancora servizi Ulss, dovrebbe essere ricostruito in altra posizione, più lontana dal mare e più vicina alla strada.

Paolo Pradolin

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here