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Lettere. Una mostra funerea di animali morti a Venezia

Ci è stato segnalato da diverse persone, con indignazione, che in un negozio ai piedi del Ponte delle Ostreghe (nei pressi di Campo S. Maria del Giglio), sono esposti nelle vetrine e nell’interno animali imbalsamati, quali – vedi foto – una testa di maiale,’due ermellini impiccati, un riccio su una sorta di carrellino, ecc. Si tratta di una mostra dal titolo “Inanimus – un bestiario contemporaneo”, definita “tassidermia artistica”: stessa iniziativa presentata l’altr’anno a Padova, quale “mostra innovativa che vuole svelare al pubblico nuove dimensioni dell’arte”.

Al di là del solito logoro discorso su cos’è l’arte e quali sono i prodotti artistici, riteniamo che questa funerea esposizione di corpi ridicolizzati neghi ogni dignità agli animali, li offenda e non educhi (in particolare i bambini) al necessario rispetto per loro, creando anzi, in generale, orrore e/o compassionevole sofferenza (forse maggiore di quella creata dai manichini-sculture nude nella boutique di Fiorella Mancini, fatti coprire nelle parti intime).

Sofferenza non certo mitigata dal leggere che “gli animali sono morti per cause naturali”, che poco spiega.

Crediamo che l’intento sia, in definitiva e ancora una volta, quello di stupire e spettacolarizzare (e far profitti) e non quello di denunciare – come sarebbe d’obbligo – le violenze e le sopraffazioni nei loro confronti.

Tanto più che nella presentazione si scrive, a proposito di questa nuova forma di
tassidermia, di “bisogno di cambiamento” per “esseri umani” (e soltanto umani) “felici”.

È’ questo il nuovo che avanza a Venezia, in uno spazio ora gestito da una grande gioielleria romana (presente anche in città)? Personalmente preferivo la serenità che dava il vecchio negozio di artigianali e artistici paralumi e altri oggetti raffinati – patrimonio di eleganza e umanità – gestito per decenni da due gentili sorelle, costrette a chiudere non solo per l’età.

Cristina Romieri,
Gruppo Vegan Venezia

Riproduzione Riservata.

 

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