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L’Inter schiaccia la Lazio ed è grande festa per Zanetti, unico non invitato: Mazzarri

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grande festa per Zanetti

E’ stata una bellissima e grande festa per Zanetti. Il numero quattro era dappertutto, sulle maglie di tutti i tifosi, su quelle da riscaldamento degli undici titolari scelti da Mazzarri, su quella, enorme, che copre il cerchio del centrocampo, con un «grazie» stampato sotto. Quel numero che probabilmente verrà ritirato dalle maglie dei giocatori dell’Inter.

Javier Aldemar Zanetti, 41 anni il 10 agosto, capitano dell’Inter, smette. Ringrazia tutti e si commuove. Tutti ad eccezione degli allenatori, perchè magari avrebbe dovuto visto che Mourinho gli ha regalato le vittorie più grandi, ma ciò avrebbe dovuto includere il discorso Mazzarri, il mister, cioè, che gli chiuso la porta dopo tanto lavoro per rimettersi dall’infortunio allenandosi sempre meglio e di più di un ragazzino, relegandolo in panchina.

E la gente lo capisce, anche perchè quando “il Capitano” non è annunciato tra gli undici in campo viene giù una scarica di fischi. I tifosi scrivono sui social che «per le pippe in campo poteva giocare dall’inizio». Moratti gli ha promesso un ruolo in società: «Il calcio è soprattutto questo, è sentimento. Zanetti può seguire le orme di Giacinto Facchetti. Ha le qualità per farlo bene».

La grande festa per Zanetti, veramente, era cominciata nel modo peggiore possibile. Dopo la sconfitta nel derby, arriva immediatamente il vantaggio della Lazio, con il colpo di testa di Biava che va a cozzare contro una difesa di marmo.
E’ una serata strana, Mazzarri, offeso o forse intimorito dall’atteggiamento del pubblico, non si è mai affacciato dalla panchina, rimanendo in piedi, ma senza farsi vedere. Matteo Kovacic sale in cattedra e dice agli altri 10 in campo come si gioca al calcio. La Lazio “rinuncia” ad assaltare all’arma bianca. Tutti i giocatori dell’Inter corrono e si prodigano con una determinazione mai vista in questa stagione, tanto che la gente si chiede: «Ma non potevano sempre giocare così?».

E’ una serata strana, ma per oggi va bene così. E’ una bellissima grande festa per Zanetti, per le domande ‘serie’ ci sarà tempo domani.
Javier fa il giro di San Siro con la sua grande famiglia che porta a spasso la grande maglia. Fuori dallo stadio, davanti al baretto della Nord, lo aspettano gli ultrà – ieri assenti dalla curva per squalifica – per l’ultimo atto dell’addio.

Roberto Dal Maschio

[11/05/2014]

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